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Carlo Sibilia ed Enrico Mentana, querelle a colpi di post e tweet

Carlo Sibilia è stato ospite della puntata di "In mezz'ora", condotta da Lucia Annunziata, con Enrico Mentana e Francesco Merlo

Tra i media e il Movimento 5 stelle non c’è mai stato un rapporto idilliaco. Prova l’ultimo battibecco che vede al centro della disputa il deputato avellinese Carlo Sibilia e il direttore del Tg La7 Enrico Mentana.

Il botta e risposta tra Mentana e Sibilia arriva a pochi giorni dall’infuocata polemica che aveva contrapposto proprio il direttore del Tg La 7 a Beppe Grillo.

Carlo Sibilia è stato ospite della puntata di  “In mezz’ora”, condotta da Lucia Annunziata, con Enrico Mentana e Francesco Merlo come ospiti. Subito dopo la puntata il deputato/cittadino aveva twittato: “Tre giornalisti falliti si autointerrogano sui motivi del loro fallimento. Pubblicamente. Senza che nessuno glielo abbia chiesto”.

A stretto giro Enrico Mentana gli ha risposto: “Quando gli indichi la luna, lo stupido vede solo la scia chimica”. 

Ma la querelle è andata avanti, Carlo Sibilia ha controreplicato: “La conferma di quanto scrivo nel tweet sta tutta nell’acidità della risposta. L’informazione italiana è al 77 posto per libertà. Sono 30 anni che vediamo sempre le stesse facce occupare il prime time delle TV nazionali. E guai a criticarli. Ti si scatena contro tutto l’ordine dei giornalisti riunito. Siete diventati una casta autoreferenziale, per questo non funzionate più! 
Una volta sostengono Berlusconi, una volta Monti, l’altra Letta e la volta dopo Renzi. Ora va bene pure Gentiloni. Ma questa gente si sente un minimo coinvolta oppure no? Se già dal 5 dicembre avessero cominciato una campagna d’informazione seria per portare il paese alle urne avrebbero o no reso un servizio al paese, almeno per una volta? Vi siete chiesti chi ha “normalizzato” l’accadimento politico del 4 dicembre? 
Le sedi dei partiti ormai sono le sedi delle tv, dei giornali, delle banche. Tv senza spettatori, giornali senza lettori e banche senza soldi. Sono talmente legati che illustri giornalisti hanno anche i propri figli candidati. Bisogna subire le loro idee. Mai criticarli o dire quello che pensi di loro. Si autoproteggeranno sempre. E falliranno. Inesorabilmente. PS: ovviamente l’accostamento alla scia chimica è l’ennesima “post-verità”. Mai parlato di scie chimiche in vita mia. Il partito del figlio invece ha presentato alcune interrogazioni in merito.”

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