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Il sindaco Foti sui carboni ardenti ma passa il bilancio previsionale

L'armonia in maggioranza non c'è. I rapporti tra amministratori e dirigenti sempre più burrascosi. Un quadro generale che fa preoccupare la città. La minoranza incalza e mette in luce le contraddizioni e falle tra coloro che amministrano il Capoluogo

Passate le tre di notte, Paolo Foti e la sua maggioranza tirano un sospiro di sollievo. Il bilancio previsionale passa come la tempesta. I distinguo in maggioranza restano ed Avellino continuerà ad essere in agonia.

L’armonia tra chi deve decidere le sorti dello sviluppo della città è un mero ricordo. Si naviga a vista e tutti, nessuno escluso ha parlato di una fiducia a termine. Una spada di Damocle sulla testa di Foti che al prossimo errore potrebbe pagarla cara. Ma visto lo stato comatoso di una maggioranza allo sbando, fino a quando Foti avrà la forza e il coraggio di far finta che tutto va bene? Interrogativo impietoso ma la città non può subire inerme quello che accade in pubblica assise. Uno spettacolo inqualificabile: dai veti incrociati, alle accuse, alla mancanza di senso di responsabilità.

Un consiglio comunale tanto atteso che inizia neanche sotto i migliori auspici: a chiamare l’appello, ci ha pensato la dirigente Carmela Cortese poiché non erano presenti né il segretario comunale, Riccardo Feola, né la sua Vice, la dottoressa Maria Luisa Muollo. Il primo era in ritardo poiché bloccato in autostrada per un incidente, l’altra assente per le ferie.

Ma sulle assenze i soliti maliziosi ci hanno messo il “becco”: non c’è più quella armonia neanche tra amministratori e dirigenti. Che viene alla luce del sole anche a seguito delle parole del sindaco Foti: “Prendo atto dell’assenza dei dirigenti. Questo mal vezzo è vergognoso e intollerabile. Vi garantisco che non accadrà mai più. Questo è l’andazzo che ho trovato e vi garantisco che è difficile da correggere. Ma lo farò. Dirigenti, funzionari e impiegati devono fare il loro dovere tutti i santi giorni dell’anno”.

Parole di fuoco che animano ancora più una seduta rovente che sarà ricordata per l’alzata di scudi di Mimmo Palumbo e del medico Virgilio Cicalese.

Più ficcante e incisivo il lavoro svolto da Dino Preziosi che presenta ben 13 pregiudiziali e con correttezza chiede anche che siano allegate alla delibera di approvazione di Bilancio. E su questi punti vengono fuori le amnesie, i vuoti, le falle di una maggioranza che stenta a ritrovarsi concorde. Un colpo di genio di Preziosi utile più a far capire all’opinione pubblica dei dissidi esistenti.  

Durante la seduta il sindaco Foti ha vestito anche i panni del pompiere: “Con molto trasporto emotivo ringrazio tutto il Consiglio Comunale per gli interventi, le riflessioni e il tour de force a cui si è sottoposto. Di errori ne ho commessi tanti ma solo chi non opera non sbaglia. Non ho alcuna difficoltà a ribadirlo: questo non è un bilancio politico. E’ un bilancio di guerra ma è un bilancio di tutti. Questo strumento previsionale potrà ricevere una robusta riverniciata di politica perché già nelle prossime settimane vi chiameremo per fare mega modifiche. So che non si poteva dare soddisfazione a tutti i consiglieri comunali, mi preme sottolineare, ma probabilmente avrò capito male, che l’origine di tutti i mali non dipendono da questa amministrazione. E trovo inappropriata tutta questa solidarietà, un po’ penosa, degli assessori revocati. Non l’ho fatto né con motivazioni recondite né a cuor leggero. E’ stata una decisione sofferta e ne soffro ancora oggi. Vi garantisco che il senso di responsabilità mi ha suggerito di fare quello che ho fatto. Ringrazio ancora una volta i vecchi assessori. Li ringrazio sinceramente”. Ma il fuoco arde e non poco...

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