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Sanità in ginocchio per i tetti di spesa: è rivolta nelle strutture private

Lo sforamento dei tetti di spesa mette in serio rischio le strutture private e la loro funzionalità. In subbuglio soprattutto i dipendenti

Sanità privata in ginocchio e le risposte dalla Regione Campania non arrivano. Lo sforamento dei tetti di spesa mette in serio rischio le strutture private e la loro funzionalità. In subbuglio soprattutto i dipendenti della varie cliniche private sul territorio regionale, dopo la comunicazione di una messa in mobilità nel caso in cui dall’1 ottobre non ci saranno misure valide dalla Regione Campania. C’è il rischio che nel giro di qualche settimana oltre 1200 operatori della sanità in Irpinia si potrebbero trovare in mobilità oppure in condizioni di non poter lavorare più.

Le parole dolci del Governatore De Luca nell’incontro ad Avellino sulla sanità non bastano. Si attendono fatti. Pertanto l’associazione italiana ospedalità  privata che nella Regione Campania  associa, tra Case di cura e Centri di riabilitazione, 58 strutture che offrono prestazioni di alta qualità in regime di convenzione con il Sistema Sanitario pubblico e rappresenta diverse importanti realtà ospedaliere che erogano prestazioni ad alto contenuto specialistico che possono soddisfare qualsiasi esigenza lancia il campanello di allarme.

Le 58 strutture campane contano sul territorio ben 5.457 posti letto accreditati per i quali vi è possibilità di ricovero senza che questo comporti nessun costo per il paziente, essendo il tutto a carico del SSN.

“Negli ultimi anni, a fronte di un incremento delle prestazioni richieste ed erogate ai cittadini, le Case di Cura hanno subito una puntuale e progressiva riduzione delle risorse finanziarie. Per l’insufficienza delle risorse assegnate e per le innumerevoli clausole vessatorie , le Case di Cura hanno rifiutato la sottoscrizione dei contratti proposti dalla Struttura Commissariale per gli anni 2016 e 2017. Accettare tali contratti non garantisce nè la continuità della assistenza ospedaliera ai cittadini/pazienti né la sopravvivenza delle stesse Case di cura le quali, loro malgrado, saranno costrette a sospendere le attività sanitarie in convenzione e a ridurre drasticamente il personale” scrivono in una nota i massimi esponenti dell’associazione che rappresenta anche tutte le strutture irpine.

 “La denuncia del presidente Crispino, che rileva gravi e palesi incongruità nel decreto ad acta 89/2016 adottato dai commissari di governo, appare sempre più coerente e motivata. Non si può dettare la linea alla cieca in un settore così delicato della sanità campana, che investe la salute dei cittadini e dà lavoro a tantissime persone”, spiega Russo. “L’Aiop lamenta l’assenza di dialogo tra le associazioni di categoria dell’ospedalità accreditata e i commissari di governo in ordine alle risorse da destinare all’assistenza per gli anni 2016 e 2017. Nessun confronto ancora c’è stato con gli operatori, dunque, né sui fondi né tantomeno sui criteri di definizione dei limiti di spesa per ciascuna struttura ospedaliera accreditata”, prosegue il vicepresidente del Consiglio regionale. “Ma ciò che è più grave – rincara – è la totale assenza di riferimenti nei decreti dei commissari ad acta ai fabbisogni e alle prestazioni da soddisfare. Di questo passo, lo scontro sarà inevitabile e a farne le spese saranno innanzitutto i cittadini nella doppia veste di utenti e di lavoratori”. “Auspico che il presidente De Luca, che già sta seguendo la vicenda di persona, recuperi la centralità del suo ruolo in una materia così strategica per il futuro della Campania e rimedi alle macroscopiche sviste dei commissari. In caso contrario, l’Aiop ha già annunciato che non sottoscriverà i contratti entro il termine ultimo del 30 settembre, cessando le attività e avviando le procedure di mobilità per il personale dipendente delle case di cura”, sottolinea Russo. “Senza voler entrare nel merito delle questioni, che sono tecniche e competono agli esperti del settore, da tutta questa vicenda emerge con forza un dato politico: l’assoluta inopportunità del protrarsi di un commissariamento nella sanità campana che sta producendo danni senza precedenti e zero benefici per la gente”, conclude Russo

Non solo le analisi da laboratorio. Presto anche i ricoveri e le prestazioni nei centri di riabilitazione privati in regime di accreditamento pubblico potrebbero essere messi a rischio dal raggiungimento dei tetti di spesa per le prestazioni sanitarie, definiti dalla struttura commissariale d’intesa con la Regione Campania.

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