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Domenica, 22 Maggio 2022
Economia

Sul taglio alle pensioni d'oro non c'è l'accordo

"Oltre la Fornero" regge l'ipotesi Quota 100

Sul futuro probabile (ma non ancora certo) taglio delle pensioni d'oro Movimento 5 Stelle e Lega non hanno trovato ancora alcun accordo. Il capogruppo del Carroccio alla Camera, Riccardo Molinari, cofirmatario del progetto di legge con l'omologo pentastellato Francesco D'Uva, in pratica preannuncia la marcia indietro.

"Se l'applicazione della norma porta effetti diversi da quelli desiderati, lavoreremo con i tecnici del Parlamento e del ministero - che ha le tabelle - per correggerla", dice all'Ansa aggiungendo che "l'idea di fondo è un ricalcolo per arrivare di fatto, solo per il retributivo delle pensioni sopra i 4mila euro netti, a un contributo di solidarietà a favore delle pensioni minime". 

Secondo Molinari la proposta era contenuta anche nel programma elettorale del centrodestra: "Abbiamo sostenuto la proposta dei Cinque stelle, concordando un'impostazione che non penalizzi chi è andato in pensione prima" in cambio del sostegno alla "nostra flat tax". Uno scambio politico delicatissimo, su cui dopo la pausa estiva la maggioranza dovrà trovare una quadra che oggi come oggi non c'è.

"Su questa vicenda del taglio delle pensioni d’oro si sta creando un clamore che neanche sulla legge Fornero, che ha rovinato la vita a milioni di italiani. La nostra invece è un’operazione di equità", dice alla Stampa il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, che ha presentato insieme all’omologo Francesco D’Uva del M5S il disegno di legge condiviso dai due partiti di maggioranza per tagliare le pensioni superiori ai 4 mila euro netti e ottenere circa 500 milioni di euro. "Con il taglio delle pensioni d’oro vogliamo cancellare le indecenze perpetrate e accettate per troppo tempo, riaffermando il principio per cui hai diritto a percepire tanto quanto hai versato. Questo significa riportare un po’ più di equità sociale nel nostro Paese" aggiunge Francesco D'Uva.

Pensioni, Quota 100: come stanno le cose

La base per il superamento della Legge Fornero sarà la cosiddetta quota 100, la somma tra contributi versati e l’età. Ma con vari limiti e paletti. Coinvolti in questa prima fase circa 400 mila persone. Poi si vedrà. La quota 41, cioè la possibilità lasciare il lavoro a qualsiasi età avendo versato contributi per 41 anni e mezzo, non appare un'opzione percorribile.

L’asticella dell’età per quota 100 dovrebbe invece essere fissata a 64 anni e l’altro paletto per limitare la platea sarà quello dei contributi figurativi, che potranno essere conteggiati con dei limiti (si è ipotizzato per massimo 2 anni). Occorre ricordare che uno scenario con quota 100 senza vincoli di età, con in più la pensione di anzianità, comporterebbe un esborso di quasi 14,4 miliardi già in partenza, per sfiorare i 21 miliardi annui di euro nel 2028. Un salasso.

"Quota 100, se ha come requisito di base un'età anagrafica di 64 anni, oltre a restringere la platea dei potenziali fruitori, è meno vantaggiosa dell'Ape che parte dai 63 anni di età. Se a questo si aggiunge un ventilato ricalcolo contributivo a partire dal 1996 per chi dovesse utilizzare la Quota, saremmo di fronte a un cospicuo taglio dell'assegno pensionistico" secondo Cesare Damiano del Pd.

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