Novolegno: uno spiraglio dal Decreto Milleproroghe

La nota di UIL e FNEAL

La UIL e la Feneal di Avellino Benevento nel corso di una riunione del direttivo Territoriale di categoria alla presenza del segretario Generale Luigi Simeone e della segreteria di Feneal con Carmine Piemonte convocato per ragionare sulle questioni del comparto delle costruzioni e legno che in provincia registra senza soluzioni di continuità chiusure, blocchi e crisi aziendali a cui ne le aziende ne la politica riesce ad attrezzare risposte convincenti e di prospettiva. La vicenda più eclatante e struggente è sicuramente quella della NOVOLEGNO che a tre mesi dalla scadenza della cassa integrazione straordinaria, prevista per il 15 maggio, ancora non vede una via di uscita ne per una sua auspicata riconversione industriale, ne tantomeno per un ulteriore Sostegno al reddito che potrebbe garantire un altro arco temporale dentro cui ascrivere le possibilità di ripresa occupazionale, in un territorio che ha sempre costituito punto di riferimento per l’industria del legno del Mezzogiorno d’ Italia, di cui il gruppo Fantoni si avvantaggiato salvo poi girare le spalle verso il “suo” Nord Est in cui investe ingenti Fondi anche pubblici.

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UIL e FENEAL convinti che partendo dal know how dei lavoratori di Pianodardine si possa e si debba ricostituire una produzione in un mercato di nicchia che senza la Novolegno rischierebbe di scoprire il Sud del Paese sia per le produzione che per il riciclo della materia prima abbondantemente presente in questa parte d’Italia. In tal senso rilevato che la Proposta Emendativa del decreto “Milleproroghe” del 5 Febbraio 2020 nella seduta delle Commissioni Camera Deputati Riunite I e V ha proposto la stesura di un art. 11 bis ( Proroga di misure di sostegno al Reddito) in cui si interviene per assicurare reddito e tempi per la reindustrializzazione e il reimpiego dei lavoratori di diversi comparti e nelle diverse condizioni reddituali e assistenziali , considerato il comma 5 , in cui si fa espresso riferimento allo stanziamento di 28,7 milioni di euro per l'anno 2020». “Al fine di consentire la prosecuzione del trattamento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale per le imprese che abbiano cessato o cessino l'attività produttiva” Si fa quindi appello al Governo, alla Regione ed ai Sindaci perché nelle more della costruzione di una valida alternativa industriale, si operi sul Governo e sulla stessa Azienda affinché ai Lavoratori venga assicurata una continuità dell’assistenza indispensabile per la costruzione dell’alternativa al deprecabile comportamento del gruppo Fantoni.

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