Legambiente: "Senza bonifiche nessun futuro per l'area della concia"

La nota dell'associazione ambientalista

“Innovazione nei processi, ricerca, integrazione con le filiere, bonifica dai veleni del passato, riconversione dei siti dismessi per non consumare ulteriore suolo, sono le ricette da mettere in campo per nobilitare e preservare il manifatturiero made in Solofra dal mercato che ormai taglia fuori il modello novecentesco di produzione”. Inizia così la nota del circolo di Legambiente Valle Solofrana.

“Se non decollerà la stagione delle bonifiche, non riusciremo a trasformare concretamente il sistema produttivo per entrare a pieno titolo nella green economy. Ricordiamo che L’area di Solofra e  Montoro rientra nel più ampio territorio del Sito di Interesse Regionale ‘Bacino idrografico del fiume Sarno’, individuato nel 2005 dal Ministero dell’Ambiente come area potenzialmente inquinata. Il lavoro tecnico dell’ARPAC, svolto inizialmente nell’ambito della procedura del Sito di Interesse Nazionale, declassificato a sito di interesse Regionale dal Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, 11 gennaio 2013 ha portato alla individuazione di numerosi siti potenzialmente contaminati”.

“Gli enti competenti, la Regione in primis,  devono accelerare il processo di risanamento ambientale non solo semplificando, a volte eccessivamente, la normativa vigente, come fatto negli ultimi due anni, ma anche risolvendo l’annoso problema di reperimento delle risorse economiche. È fondamentale sostenere i progetti di ricerca e sviluppo per le innovazioni tecnologiche. Anche il mondo industriale però deve fare la sua parte. Paradossalmente nei decenni passati il comparto indistriale è stato minacciato più dalla pigrizia innovativa delle aziende che dalle pressioni del popolo inquinato. Allora per voltare davvero pagina il sistema produttivo deve mettere in campo azioni concrete sul territorio che vadano nella direzione di una progressiva riduzione degli impatti ambientali. Caratterizzazioni e bonifiche dei suoli e delle falde contaminate non in tempi geologici, investimenti in tecnologie sempre più pulite per produrre in modo sempre più innovativo. Solo così potremo far convivere in modo sereno e duraturo produzioni e comunità locali, risanando le gravi distorsioni createsi con la crescita industriale”.

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“ ‘Ambiente è Lavoro!’ Creiamo insieme quell’auspicabile equilibrio tra ambiente e lavoro, che può dare una risposta ai bisogni di salute e di qualità della salute e dei territori e aprire un prospettiva concreta di nuovo lavoro e sviluppo”.

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