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Cgil: "Alto Calore Servizi ormai è una società fantasma che vive alla giornata"

Sotto accusa anche la dirigenza di Acs

“Alto Calore Servizi ormai è una società fantasma che vive alla giornata in balia degli eventi: pagamenti pregressi, decreti ingiuntivi, pignoramenti dei veicoli che ad oggi causa non pochi problemi per gli interventi per il reparto servizi”. La Cgil lancia l’ennesimo allarme sul futuro di Alto Calore.

“A tutto ciò – precisa Carmine De Maio della Filctem – aggiungiamo la perdita mensile di 700.000 euro. così come dichiarato nell’assemblea dei soci il 29/12/2017, dove ancora una volta i sindaci di questa provincia sono stati i grandi assenti. Eppure i dati di una passività così imponente avrebbero meritato un momento di riflessione e discussione per tracciare un percorso volto a mettere al sicuro l’Ente da possibili speculazioni; invece, 1 minuto dopo aver votato favorevolmente, i Comuni hanno cominciato ad inviare decreti ingiuntivi verso la società di cui sono soci, altro chiaro paradosso, esempio lampante di un disegno politico che ancora una volta non tiene presenti gli interessi ed i bisogni di questa terra e dei suoi cittadini”.

Sotto accusa anche la dirigenza di Acs, “che continua a parlare di possibili soluzioni futuristiche, dimenticando di agire sul presente dimostrando di essere al supino servizio della politica”. Come Filctem CGIL, ben coscienti della gravità della situazione, “da mesi stiamo spingendo per avviare un cambiamento e una riorganizzazione all’interno di ACS, volto alla tutela di tutti i lavoratori e dei servizi rivolti ai cittadini, ma amaramente dobbiamo ammettere che non c’è modo di avviare questo percorso, nè di avviare un’operazione verità nei confronti dei lavoratori perché alla nostra richiesta, viste le enormi difficoltà che non consentono di pagare le spettanze nel giorno previsto, di spostare il nuovo giorno di pagamento dal 26 al 10 del mese successivo, non abbiamo ricevuto risposta dall’azienda; si è preferito scegliere un giro di parole, questo dimostra come non si voglia affrontare in modo coerente la realtà”.

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