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Venerdì, 30 Settembre 2022
Economia

Gli agriturismi fanno il pieno di presenze, i dati di Agriturist e Confagricoltura

Premiate le imprese che oltre alla piscina, la prima colazione e la ristorazione organizzano attività, come trekking, passeggiate a cavallo, ciclobike o esperienze enogastronomiche, come lezioni di cucina e degustazioni

Quest’estate gli agriturismi italiani fanno il pieno grazie a un mix vincente: la riscoperta, in seguito alla pandemia, della ruralità e soprattutto delle vacanze di prossimità, insieme al forte ritorno degli stranieri. Moltissime le strutture al completo. Premiate le imprese che oltre alla piscina, la prima colazione e la ristorazione organizzano attività, come trekking, passeggiate a cavallo, ciclobike o esperienze enogastronomiche, come lezioni di cucina e degustazioni.

«Gli italiani - afferma Augusto Congionti, presidente nazionale di Agriturist - non hanno rinunciato alle vacanze e, facendo molta attenzione al portafoglio, hanno scelto il contatto con la natura e la bellezza delle campagne. Secondo l’Enit, ben un italiano su cinque ha optato per la vacanza outdoor».

Per Agriturist viene confermata ed è addirittura destinata a crescere la tendenza dello scorso anno, verso ricavi finalmente stabili, se non in crescita, rispetto all’anno precedente (nel 2021 in media + 30%). E’ anche destinata ad aumentare ancora, in percentuale, la quota di mercato sull’intero settore turistico sia per quanto riguarda gli ospiti, sia per i pernottamenti (lo scorso anno era rispettivamente + 1% e +1,2%). Si prevede, infine, una crescita dei turisti esteri, rispetto allo scorso anno, in media del 15%, con punte anche del 35% grazie al ritorno degli americani e all’arrivo massiccio di turisti d’Oltralpe, dal Benelux e Nord Europa.

Il trend nazionale è confermato dalle notizie che giungono dalle aziende agrituristiche della provincia di Avellino. «Riscontri positivi e confortanti per l’andamento della campagna 2022 – ci conferma il presidente di Confagricoltura Avellino, Angelo Frattolillo -. D’altronde le prime positive avvisaglie si erano avute con le festività pasquali ed i ponti del 25 aprile/1 maggio. Già il Rapporto ISMEA 2021 aveva parlato di agriturismi “resilienti”, grazie essenzialmente alla loro natura agricola e alla connessione con l’attività primaria, che ha permesso, seppure tra le tante difficoltà, di mantenere vitali le aziende e garantire redditività nei periodi di chiusura, quando le attività integrative si erano totalmente fermate»: ha affermato Frattolillo.

La tipicità dell’enogastronomia, la possibilità di vivere con chi produce eccellenze da gustare, insieme alla scoperta di ampi spazi, di luoghi poco frequentati, di un territorio ancora sano e ricco di bellezze anche architettoniche, lo stretto contatto con la natura che permette di rigenerare corpo e mente, in uno alla ripresa delle tante iniziative legate alla tradizione che si svolgono sul territorio, dopo gli anni di blocco dovuto alla pandemia, hanno rafforzato l’appeal degli agriturismi irpini.

«Le difficoltà che lamentano molte aziende è nel reperimento della manodopera per i servizi in sala, che fa sì che, spesso, non si possano soddisfare tutte le richieste e trovarsi costretti a rinunciare all’accoglienza di gruppi di ospiti. Molte le ragioni di ciò, dovute sicuramente ad una burocrazia asfissiante con le nuove norme che entrano inopportunamente in vigore proprio in questi giorni, ma anche ai tanti giovani che preferiscono fare altro»: ci dicono alla Confagricoltura.

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