Cronaca

I vaccini per le riaperture e l'obiettivo (impossibile?) del governo entro fine aprile

Ma le regioni lamentano ancora rallentamenti nelle consegne

Le vaccinazioni, insieme all'andamento dei contagi, saranno fondamentali per definire le eventuali riaperture di alcune attività commerciali nei prossimi giorni. Secondo Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, serve ancora prudenza: "Guai se pensassimo che siamo fuori dal problema, ci ritroveremmo alla situazione di metà marzo. Le aperture vanno fatte per rispondere alla crisi economica e sociale, ma devono essere ben ponderate", ha spiegato.

Uno dei parametri che sarà preso in considerazione è l'occupazione delle terapie intensive negli ospedali, dove la maggioranza dei ricoverati ha più di 70 anni. Chi non vaccina gli anziani, dunque, non svuota le rianimazioni e non apre. Il governo su questo è stato chiaro, ma raggiungere l'obiettivo delle 500mila somministrazioni al giorno indicato dall'esecutivo per la settimana dal 14 al 20 aprile non è affatto facile.

Il problema principale è la ridotta disponibilità di dosi, ma su questo fronte c'è una buona notizia. Arriva infatti in Italia il vaccino monodose di Johnson&Johnson: tra martedì e mercoledì sono attese nell'hub della Difesa a Pratica di Mare circa 184mila dosi, la prima tranche delle 400-500mila che la casa farmaceutica americana si è impegnata a consegnare entro la fine del mese e che si andranno ad aggiungere a quelle in distribuzione da parte di Pfizer, Moderna e AstraZeneca per centrare il primo obiettivo minimo fissato dal governo: concludere la vaccinazione degli over 80 entro il mese di aprile.

Quante dosi abbiamo?

Nei prossimi giorni il nostro Paese dovrebbe poter contare dunque su almeno un milione e mezzo di dosi: oltre un milione da Pfizer, 175mila da AstraZeneca, che ha ridotto la consegna del 50%, circa 300mila di Moderna e, appunto, le 184mila di Jonhson&Johnson. Nei frigoriferi ci sono ancora circa tre milioni di dosi, la metà delle quali del siero dell'azienda anglo-svedese da utilizzare per i richiami.

Le vaccinazioni ancora a rilento

Nel complesso, queste dosi dovrebbero essere sufficienti per raggiungere il traguardo del mezzo milione di somministrazioni al giorno indicato dal commissario all'emergenza Francesco Paolo Figliuolo, ma bisogna accelerare e farlo prima possibile. Al primo posto nell'ordine delle priorità ci sono gli over 80. E proprio qui cominciano le note dolenti, perché a più di tre mesi dall'inizio della campagna di vaccinazioni contro il coronavirus, solo il 38,79% degli over 80 nel nostro Paese è stato vaccinato anche con il richiamo, mentre il 68,20% ha ricevuto solo la prima dose.

È il dato riportato nel report del governo aggiornato a questa mattina e dal quale emerge come siano molto più basse le percentuali che riguardano gli italiani tra i 70 e i 79 anni. In quella fascia d'età, infatti, è stato vaccinato solo il 2,48% e solo il 19,89% ha ricevuto la prima dose. Numeri più alti invece per gli ospiti delle Rsa: ne sono stati vaccinati il 75,53% mentre la prima dose è stata somministrata al 91,25%, e per il personale sanitario e sociosanitario: le percentuali sono del 75,29% con due dosi e del 91,63% con una dose.

Riaprono le scuole, si fermano i vaccini per gli insegnanti

Al contempo va completata la vaccinazione dei sanitari, ma solo quelli "in prima linea nella diagnosi, nel trattamento e nella cura del covid" e coloro che operano in presenza presso strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private. Per dare priorità agli over 80 e alle persone fragili, l'ordinanza di Figliuolo ha sospeso la vaccinazione del personale scolastico, delle forze armate e delle forze di polizia, tranne che per chi ha avuto la prima dose che "potrà completare il ciclo vaccinale". Bloccate anche le somministrazioni nelle carceri, a meno che non si tratti di persone over 60 o fragili.

Lo stop ai vaccini agli insegnanti e al personale della scuola che ancora non hanno ricevuto la prima dose, anche se già prenotati, ha creato allarme nei sindacati dato che proprio in questi giorni milioni di studenti stanno tornando tra i banchi. Secondo la struttura commissariale si tratta per il mondo della scuola di un rinvio di qualche settimana, che dipenderà da regione a regione. I sindacati chiedono garanzie per chi in classe è a rischio, ma con i ritardi sugli anziani metà dei professori rischia di avere la prima dose a fine anno scolastico.

Come abbiamo spiegato qui, i disagi nelle consegne sono solo una parte del problema, fatto di difficoltà organizzative nelle regioni e di scelte azzardate, come quella di inserire tra le categorie prioritarie per le somministrazioni anche persone meno a rischio degli anziani. Senza dimenticare i furbetti che hanno saltato la fila. Un'inversione di tendenza sulla campagna vaccinale è doverosa, per non ritardare ancora il momento in cui andrà meglio, per tutti.

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La campagna vaccinale in Campania e il caos Astrazeneca

“Abbiamo avuto un incontro con il presidente del Consiglio per quanto riguarda i fondi europei. Presenteremo molti progetti. Ci prepariamo a una stagione di grande rilancio territoriale. È stata la settimana del caos AstraZeneca. A cominciare dalla comunicazione. Sono emersi dei problemi – che sono stati valutati – ma dobbiamo tenere i nervi saldi. Abbiamo persone vaccinate in ogni fascia di età e non c’è stato nessun problema. L’orientamento del Governo è stato quello di destinare il vaccino agli ultrasessantenni. Va bene ma non lasciamoci trasportare dall’emotività. Se andassimo a verificare gli effetti collaterale del vaccino antiinfluenzale troveremmo dati più gravi. Usiamo la ragione. In Campania non abbiamo avuto problemi ma, tuttavia, la regione Campania rimane la regione che ha ricevuto la dose più bassa di vaccini rispetto alla popolazione. Se avremo le dosi necessarie potremo raggiungere l'obiettivo che ci siamo dati: immunizzare tutta la popolazione campana per il prossimo autunno. Dobbiamo completare le vaccinazioni fragili e gli anziani ma, dopo, dobbiamo assolutamente proseguire con le categorie economiche. Dobbiamo dare priorità ai lavoratori del trasporto. Dobbiamo fare tutto ciò che è umanamente possibile per tutelare i ragazzi che vanno a scuola mediante il trasporto pubblico. I dipendenti delle poste, i dipendenti del comune, i commessi dei supermercati, una serie di categorie che hanno un bisogno immediato del vaccino. Dobbiamo procedere in questo modo nei luoghi di lavoro, dando priorità a questi settori senza pensare alle fasce di età”. 

Il vaccino Sputnik in Campania

"Ci siamo permessi di anticipare un contratto di fornitura con l’azienda produttrice di Sputnik, e con cui adesso anche la Baviera sta chiudendo un contratto così come ha fatto l’Austria, per avere dosi aggiuntive di vaccini e poter così mantenere l’obiettivo di immunizzazione di massa che ci siamo dati. Per questo chiediamo all’Aifa di fare in tempi rapidi la valutazione scientifica sul vaccino russo. Una valutazione rapida come è avvenuto, da parte di Aifa ed Ema, per gli altri vaccini già in uso. E' compito del Governo pressare l'Aifa per evitare questi tempi biblici".

Vaccini finiti in Irpinia, sospensione attività dei centri della giornata di oggi 

A causa della carenza di dosi di vaccino disponibili, l’Asl di Avellino ha comunicato la sospensione per oggi 11 aprile 2021 delle attività presso i 22 Centri Vaccinali territoriali. La Campagna Vaccinale anti-Covid 19 riprenderà regolarmente domani mattina grazie alla disponibilità da parte della Unita’ di Crisi regionale di una ulteriore straordinaria consegna di dosi vaccinali in favore dell’Asl di Avellino“
 

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