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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Processo Don Livio, il padre del 13enne: "Mio figlio non è più lo stesso"

Il prete è accusato di aver abusato di un minore di 13 anni

Nuova udienza nel processo che vede imputato Don Livio Graziano, 50 anni, fondatore di una cooperativa sociale per l’assistenza alle persone, con problemi di depressione e disturbi dell’alimentazione. L'uomo è accusato di aver abusato di un minore di 13 anni. 

Ascoltato il padre del minorenne

Nella giornata di oggi, dinanzi al Collegio giudicante presieduto dal giudice Lucio Galeota, veniva ascoltato il padre del ragazzino di 13 anni che, secondo quanto afferma l'accusa, avrebbe subito le molestie di Don Livio. Insieme all'uomo, poi, sono stati ascoltati anche due carabinieri che hanno indagato sul presunto reato. 

Il padre del ragazzino ha raccontato cosa l'ha spinto a sporgere denuncia nei confronti di Don Livio e tutto ciò che, stando a quanto riferisce l'accusa, avrebbe subito il giovanissimo nel periodo in cui è stato ospite della cooperativa (da giugno fino al mese di settembre 2021). L'uomo, ancora, ha aggiunto che, il figlio, dopo quanto accadde, è profondamente cambiato. Svolge una vita del tutto simile agli altri ragazzi della sua età ma non è più lo stesso. Qualcosa in lui si è spento a causa delle presunte molestie subite. 

I militari ascoltati, invece, hanno raccontato l’indagine scaturita a seguito della denuncia e condotta dai Carabinieri di Avellino e, in particolar modo, il contenuto del cellulare di Don Livio dove, stando a quanto appreso in aula, sono stati ritrovati messaggi compromettenti e anche cinque immagini esplicite che hanno attirato l'attenzione degli inquirenti. 

La prossima udienza avrà luogo il 5 maggio e, in quell'occasione, sarà ascoltato proprio il 13enne protagonista di questa terribile vicenda. 

L'arresto del fondatore della cooperativa sociale “Effatà, Apriti”

Le manette per Don Livio scattarono il 26 ottobre 2021, dopo che le indagini coordinate dal procuratore Domenico Airoma partirono a seguito della denuncia presentata dal padre del ragazzino. Quest’ultimo, stando a quanto si apprende, è stato ospite della cooperativa dallo scorso giugno fino al mese di settembre 2021. Gli inquirenti ritennero di avere tutte le prove dei presunti abusi subiti dal 13enne.

Don Livio Graziano non fa parte della Diocesi di Avellino ma è incardinato in quella di Aversa, nel Casertano. Dopo aver vissuto diverso tempo in ritiro spirituale presso il Santuario di Montevergine, il sacerdote ha realizzato, proprio nel capoluogo irpino, un ufficio di consulenza nutrizionista e successivamente ha fondato la cooperativa sociale “Effatà, Apriti” con sedi in due comuni a pochi chilometri da Avellino. Starà agli inquirenti, adesso, ricostruire questa terribile vicenda e accertare l’accaduto.

La sua permanenza nella Diocesi irpina, come ricordano le cronache, è stata “contestata” a più riprese dall’allora Vescovo di Avellino, monsignor Francesco Marino, originario di Caserta come il sacerdote arrestato. Per la sua “intensa attività sociale e umanitaria” a don Livio è stato assegnato nel 2014 a Benevento il premio “Padre Pio da Pietrelcina”.

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