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Truffa all'Asl, assolta la sorella dell'ex primario

La terza sezione della Corte di appello confermava l'assoluzione, perchè il fatto non sussiste

La terza sezione della Corte di appello confermava l'assoluzione, perchè il fatto non sussiste, già stabilita nel corso del rito abbreviato del 13 giugno del 2016, da Gelsomina Palmieri, Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Benevento, per Rubino Carla, anni 64, di Ariano Irpino, difesa dall'avvocato Sergio Rando, coinvolta nell'indagine della Guardia di Finanza insieme al fratello Rubino Roberto, 70 anni.

La decisione nei confronti di Rubino Roberto, assolto nel 2016 con la medesima formula, fu successivamente impugnata in Cassazione. La sentenza in auge veniva annullata e gli atti furono nuovamente inviati al vaglio del Tribunale di Benevento. Nel dicembre 2019, il Giudice per le udienze preliminari, Vincenzo Landolfi, condannava con rito abbreviato Rubino Carlo, difeso dall'avvocato Benedetto De Maio, ad anni 1 di reclusione con pena sospesa e al versamento di una provvisionale di 50mila euro. 

La vicenda 

L'indagine ha posto l'attenzione sul presunto doppio che incarico che, il Rubino Roberto, avrebbe svolto. Nel dettaglio, quest'ultimo, ricopriva il ruolo di primario di emodialisi presso l'ospedale Frangipane di Ariano Irpino, ed era, di fatto, gestore della 'Emodialisi Irpina srl'. Gli inquirenti affermarono che ciò avveniva grazie alla presunta interposizione fittizia di Rubino Carla, socio all'86%. Un escamotage che avrebbe consentito il raggiro dell'Asl e il conseguente percepimento dell'intera retribuzione e delle indennità di rapporto esclusivo con la pubblica amministrazione.  

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