Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

La piccola Gioia attende ancora un cuore nuovo

La famiglia lancia un appello all'Irpinia per assisterla

Foto Facebook

Continua senza sosta la battaglia di Gioia, la bimba di quattro anni che, da oltre un anno, è ricoverata all’ospedale Bambin Gesù di Roma in attesa di un cuore nuovo. Avellino Today trattò l'argomento quando le fu trapiantato “il cuore artificiale più piccolo del mondo”. Gioia, infatti, soffre di una miocardiopatia dilatativa e in questo momento è in lista per un definitivo trapianto di cuore.

La piccola non è lasciata sola neanche per un istante dal papà Giovanni e dalla mamma Stefania, originari di Montella. Giovanni Marano, 38 anni, è un ex operaio e ha dovuto lasciare il lavoro per stare accanto alla figlia. Così come Stefania, già precaria. 

Il Comune di Montella attraverso il sindaco Ferruccio Capone si è attivato per sostenere la famiglia. Ecco le dichiarazioni che Giovanni Marano ha rilasciato ai microfoni di Telenostra:  

"Nei mesi scorsi ha avuto un'altra ischemia dalla quale si sta riprendendo. I postumi, purtroppo, sono gravi sia a livello monitorio che di linguaggio, ma non perdiamo la speranza grazie a lei che continua a lottare. La sua forza stupisce tutti, i dottori e noi stessi. Più di una volta l'avevano data per spacciata, ma lei ha smentito tutti. Lottiamo, siamo in svantaggio ma continuiamo a giocare". 

Per chi volesse mettersi in contatto con la famiglia Morano per un aiuto: 
Tel: 3881751987 ??Per chiunque volesse donare, anche una piccola somma, può farlo tramite PostePay 5333171055577684 al papà Giovanni Marano, codice fiscale MRNGNN80A24A509D

La difficilissima operazione al cuore 

Antonio Amodeo, originario di Monteforte Irpino, ha eseguito l’operazione istallando un mini-cuore artificiale del diametro di appena 15 millimetri e 50 grammi di peso, lungo soli 5 centimetri.

"Se le premesse di minore morbidità e mortalità  verranno confermate dai clinical trial che inizieranno entro il 2018, si tratta di una vera rivoluzione nel mondo dell’assistenza meccanica pediatrica. Negli ultimi 20 anni, infatti, per i piccoli pazienti è stato disponibile un solo modello di cuore artificiale para-corporeo,  che se da un lato faceva registrare un 70% di sopravvivenza , dall’altro non permetteva la dimissione a casa dei pazienti. Adesso, sarà invece possibile dimetterli dopo l’intervento, permettendogli il reinserimento nel tessuto sociale e familiare in attesa del trapianto di cuore. Bisogna considerare che la maggior parte delle assistenze meccaniche cardiocircolatorie pediatriche si effettua proprio entro i primi tre anni di vita, quando i pazienti sono più piccoli: l’utilizzo della mini-pompa cardiaca potrà rappresentare una svolta", spiega il dottor Amodeo.

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