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Strage dell'Acqualonga, i parenti delle vittime pronti allo sciopero della fame

Si teme che i tempi possano dilatarsi ulteriormente

I parenti delle vittime della strage dell'Acqualonga, in questi giorni, stanno vivendo attimi di vera tensione. Il timore, per loro, è che i tempi di questo interminabile processo, iniziato con un dramma che, ormai, è datato 2013, possano dilatarsi ulteriormente. La loro civile protesta si concretizzerà con un'importante manifestazione che avrà luogo venerdì 20 aprile.  

La protesta in auge si svolgerà all'ingresso del Tribunale di Avellino e, in questa occasione, i familiari delle 40 vittime chiederanno a gran voce al Ministero delle infrastrutture di rispondere sulla condizione delle barriere stradali il giorno della tragedia. La sensazione è che, se la risposta non sarà chiara ed esaustiva, questa volta, potrebbe davvero avere inizio uno sciopero della fame.  

La situazione 

Sebbene i familiari delle vittime chiedano con forza la condanna di Gennaro Lametta, proprietario del bus, vogliono che le colpe ricadano anche su Autostrade. Per i parenti delle vittime, la versione dei consulenti di Aspi (in cui si evince che la velocità del bus, così notevole, avrebbe reso impossibile il contenimento da parte di qualsiasi barriera), non convince affatto.  

Il rischio di un ulteriore rinvio 

Infine, più di ogni altra cosa, si teme che il giudice Luigi Buono possa richiedere un'ulteriore perizia. Questo, inevitabilmente, dilaterebbe ancora i tempi del processo. 

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