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Strage del bus, si torna in aula il 25 novembre

Rimane un mistero la scelta di non mostrare in aula la ricostruzione 3D dell'incidente

Nella giornata di ieri sono stati ascoltati i primi testimoni della strage del bus avvenuta, ormai, tre anni orsono. Si è potuto evidenziare la spaventosa condizione di usura del pullman. Ma anche quella dei tirafondi, dei new jersey di cemento, definiti dall’ispettore superiore Bruno «ammalorati e corrosi dall’ossidazione».

Rimane un mistero la scelta di non mostrare in aula la ricostruzione 3D dell’incidente. Una scelta chiesta e ottenuta dalla difesa di Società Autostrade.

L’ispettore Bruno, ha sottolineato a più riprese che l’autista non aveva più modo di frenare, a causa della perdita del giunto cardanico.
Ed è ancora Bruno a descrivere la scena osservata sul cavalcavia la sera del 28 luglio 2013, con la auto travolte dal bus. L’ispettore superiore della Stradale di Avellino, però, ricorda anche cosa ha visto quel giorno dove morirono le prime 36 persone, a cui se ne aggiunsero altre 4 nei giorni successivi. Un epilogo triste che non fa altro che alimentare il dolore senza fine dei familiari che hanno accolto con frustrazione e rabbia la decisione del giudice di accogliere le opposizioni presentate dagli avvocati difensori degli imputati alla visione della ricostruzione in 3D. Adesso si tornerà in aula il 25 novembre prossimo.

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