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Strage del bus, processo continua: "New jersey erano sicuri"

E' la deposizione del progettista di parte della società autostrade

Il processo in corso ad Avellino per l'incidente del bus dove persero la vita 40 persone va avanti. E' toccato al progettista della Società Autostrade Paolo Anfosso deporre. 

"I new jersey installati sul viadotto - ha affermato Anfosso - alla data dell'incidente, garantivano tutti gli standard di sicurezza". Parole che non hanno del tutto accontentati gli accusatori dal Procuratore Rosario Cantelmo ai pm Cecilia De Angelis e Adriano del Bene.

Il progettista Anfosso ha detto che la decisione di non effettuare interventi di manutenzione o riqualificazione su quel tratto autostradale, "venne condivisa con i responsabili della struttura tecnica" ed ha riferito sui rilievi mossi alla Società Autostrade, prima dell'incidente, dall'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici, oggi incorporata nell'Anac, relativi agli appalti e alla tipologia di interventi effettuati sul tratto.

La testimonianza fa il paio con quella di Carlo Cresta, ex funzionario dell'Autorità, secondo il quale "le barriere a protezione del viadotto andavano sostituite su tratti ritenuti significativi, in quanto interessati da interventi di riqualificazione e non di manutenzione". La Procura ha chiesto al giudice monocratico che presiede il processo, Luigi Buono, la trasmissione della testimonianza al suo ufficio, per le valutazioni di merito.

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