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Cronaca Cesinali

Sparatoria a Cesinali, nuovo arresto e bocche cucite

Il Questore di Avellino, Maurizio Terrazzi, non svela dettagli sull'identikit dei criminali e delle armi utilizzate: "Ho una mia parte di responsabilità sulla sicurezza pubblica, l'inseguimento ha visto protagoniste un numero di autovetture maggiore rispetto a quelle che abbiamo intercettato"

Nuovo arresto e bocche cucite sulla sparatoria che, nella serata di ieri, ha provocato il terrore a Cesinali: i rapinatori, originari della Provincia di Foggia, si preparavano a mettere a segno un colpo con assalto a un portavalori dell'istituto di vigilanza Cosmopol di Avellino, allorquando sono stati intercettati dalla Polizia, con la collaborazione dei Carabinieri.

Ne scaturiva un conflitto a fuoco, al termine del quale uno dei malviventi veniva ucciso e altri tre arrestati. Il rapinatore Giovanni Rinaldi, un 34enne pregiudicato pugliese, è stato trovato morto sul sedile posteriore della jeep bianca ferma lungo i binari del territorio di Villa San Nicola, frazione di Cesinali. Nelle vetture erano presenti armi e materiale d'assalto: kalashnikov, munizioni, vernice e perfino granate. 

L'ultimo, riuscito a scampare inizialmente all'arresto, è stato catturato questa mattina dagli agenti e portato in Questura.

Terrazzi: "Io sono il Questore e ho una mia parte di responsabilità sulla sicurezza pubblica"

Ecco le dichiarazioni del Questore di Avellino, Maurizio Terrazzi: "Abbiamo avuto una segnalazione di un pericolo incombente e abbiamo mobilitato le nostre risorse. C'è stato quest'inseguimento, che ha visto protagoniste un numero di autovetture maggiore rispetto a quelle che abbiamo intercettato. Il furgone non c'era. Ieri, gli arrestati erano tre e c'è una quarta persona arrestata oggi. Quando, ieri, è stato comunicato che gli arrestati erano tre, uno di quelli era ancora lì in Questura. Quanti ne stiamo cercando? Vorrebbe dire sapere il numero esatto dei componenti della banda complessiva che stava operando: non ce l'abbiamo".

Sull'identikit dei criminali e sulle armi da essi utilizzate, Terrazzi non rivela nessun dettaglio: "I chiodi li avete visti anche voi. Io sono il Questore e ho una mia parte di responsabilità sulla sicurezza pubblica. Anche in termini di informazione, ho il dovere di fornire tutto ciò che può servire per avere un quadro corretto della situazione. Ieri, i cittadini erano parecchio allarmati, in quanto si pensava anche ad altri scenari. Poi, sul dettaglio operativo, non posso e non devo entrare in certe dinamiche: non sono un ufficiale di Polizia, bensì giudiziario, quindi non fatemi queste domande".

Sulla vittima: "Aveva una trentina di anni. Ulteriori dettagli saranno svelati dalla perizia. Sono stati i nostri uomini ad aprire il fuoco, dopo che i banditi hanno sparato per primi. Da Napoli, è intervenuto un Nucleo Specializzato della Polizia Scientifica che ha effettuato, insieme ai nostri uomini, un sopralluogo accuratissimo: con le luci del giorno, stanno di nuovo perlustrando la zona, in quanto non deve essere lasciato in sospeso nessun alone di dubbio. Non stiamo parlando di pregiudicati di basso spessore, era in programma qualcosa di importante in termini criminosi".

Il Questore riconosce l'importante contributo offerto dai Carabinieri di Avellino nel cinturare la banda criminale: "Ci hanno dato una mano eccezionale, a più ampio raggio. Ciò testimonia l'eccellente collaborazione e la costante sintonia con l'Arma in questi eventi straordinari".

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