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Cronaca Solofra

Solofra, i veleni del "corvo" rendono incandescente il clima politico

In una lettera anonima, indirizzata, tra gli altri, anche alla Procura della Repubblica, si chiede chiarezza agli organi inquirenti, rispetto ai concorsi banditi di recente dal comune di Solofra

Solofra, il clima politico in vista dell’udienza del Consiglio di Stato del 21 febbraio in merito alla sentenza emessa dal Tar di Salerno che ha disposto il ritorno alle urne in una sola sezione, si fa incandescente. In un ambiente già scosso per l’ipotetico voto, che riaprirebbe i giochi per la fascia tricolore, tra l’attuale sindaco Nicola Moretti e Antonello D’Urso; spunta anche il corvo. In una lettera anonima, indirizzata, tra gli altri, anche alla Procura della Repubblica, si chiede chiarezza agli organi inquirenti, rispetto ai concorsi banditi di recente dal comune di Solofra.

Queste accuse arrivano a ridosso della discussione fissata per il prossimo 21 febbraio davanti al Consiglio di Stato che dovrà pronunciarsi in merito al ricorso in appello depositato dall’amministrazione comunale avverso il dispositivo emesso dal Tribunale amministrativo di Salerno che ha stabilito “che dovranno essere ripetute le operazioni di voto, limitatamente alla sezione n.5 dove sono state riscontrate delle irregolarità formali e sostanziali“.

La sezione 5 è la più grande della città della concia

Nella sezione 5, la più grande della città della concia che conta 1.512 aventi diritto, emergerebbe secondo l’organo giudiziario amministrativo un profilo d'illegittimità, non essendovi corrispondenza tra il numero dei votanti (1095) e schede votate (1094) derivante dalla somma delle schede valide, nulle e bianche. In caso il Consiglio di stato non accolga il ricorso della maggioranza si aprirebbe di fatto la strada al voto nel mese di Aprile in una sezione decisiva per il numero dei votanti e che potrebbe anche sovvertire il risultato delle elezioni amministrative.

Nella cittadina della concia la sfida elettorale fu segnata da un estenuante testa a testa tra D’Urso e Nicola Moretti, che si concluse con la vittoria di quest’ultimo per 83 voti (2.719 contro i 2.636 del competitor). L’esito del voto prima del ricorso vede su 11 sezioni: Moretti 2.719, D’Urso 2.636 (-83), Guacci 2.272 (- 477). Invece l’esito elettorale dopo il ricorso vede su 10 sezioni senza la 5: D’Urso 2.311, Moretti 2.308 (- 3), Guacci 1.933 (-378).

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