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Scontri sugli spalti a Montella: tifosi della Galluccese violenti

Carabinieri avviavano la procedura per l’adozione della misura di prevenzione  del “divieto di accesso alle manifestazioni sportive”

L’importanza della partita Montella - Galluccese aveva portato allo stadio oltre 500 persone ed una 70na di tifosi della Galluccese erano arrivati dal Rione San Tommaso di Avellino.

Circa 10 i militari della Compagnia di Montella che erano stati comandati di servizio per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica che erano costretti ad intervenire poiché nel corso della gara, al primo gol della Scandone Montella, alcuni tifosi ospiti danneggiavano la rete di recinzione che divideva il settore ospiti dal campo di gioco.

Al secondo gol del Montella, altre inottemperanze ed i Carabinieri erano costretti ancora ad intervenire perché uno di loro tentava, senza riuscirvi perché fermato dai Carabinieri, di togliere una delle due reti che divideva il settore ospite da quelli dei tifosi locali.

Al termine della partita, vinta dalla Scandone Montella che alla fine è stata promossa, durante il deflusso, gli stessi facinorosi tentavano di forzare un cancello chiuso per evitare che le due tifoserie potessero entrare in contatto. Anche in questo caso, solo il tempestivo intervento dei Carabinieri in tenuta da Ordine Pubblico, permetteva di ristabilire l’ordine e di accompagnare i tifosi ospiti sui pullman per farli rientrare nel capoluogo di provincia.

Solo le videoriprese e le fotografie effettuate dai Carabinieri del Nucleo Operativo in borghese e l’osmosi informativa tra reparti dell’Arma permetteva di identificare 6 facinorosi, attraverso i singoli fotogrammi estrapolati: 5 residenti ad Avellino ed uno a Serino, di età compresa tra il 24 ed 56, alcuni dei quali pregiudicati, venivano denunciati in stato di libertà per “danneggiamento aggravato” alla Procura della Repubblica di Avellino, diretta dal Procuratore Capo, Dott. Rosario Cantelmo.

Inoltre, i Carabinieri avviavano la procedura per l’adozione della misura di prevenzione  del “divieto di accesso alle manifestazioni sportive” (D.A.Spo.), al fine di evitare che gli stessi, in futuro, possano rendersi nuovamente protagonisti di altri analoghi tafferugli.

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