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Cronaca

Processo Omicidio Gioia, affidato l'incarico per la perizia psichiatrica

È ripreso il processo che vede imputati Elena Gioia e Giovanni Limata per l'omicidio di Aldo Gioia, 53enne di Avellino ucciso a coltellate il 23 aprile 2021

Questa mattina, presso il Tribunale di Avellino, dinanzi al Giudice Dott. Gian Piero Scarlato, è ripreso il processo che vede imputati Elena Gioia (assistita dal legale Livia Rossi del foro di Roma) e Giovanni Limata (difeso dall'avv. Rolando Iorio, nominato l'agosto scorso) per l'omicidio di Aldo Gioia, 53enne di Avellino ucciso a coltellate il 23 aprile 2021. Nella giornata di oggi ha avuto luogo il giuramento per l'affidamento dell’incarico al medico che realizzerà la perizia psichiatrica sugli imputati. Si tratta del dottor Giuseppe Sciaudone. Quest’ultimo avrà accesso agli atti - incontrerà Giovanni Limata ed Elalena Gioia in carcere - e potrà verificare se gli imputati, la sera del delitto, fossero affetti da problemi di natura psichiatrica che, in qualche modo, avrebbero potuto condizionare i loro gesti. Gli esperti nominati dagli avvocati di parte sono il dottor Paolino Cantalupo e il dottor Rolando Paterniti. 

La prossima udienza, adesso, è attesa per il 25 gennaio 2023. In quell'occasione si analizzerà l'esame del perito e dei consulenti di parte. 

La dinamica del delitto di Aldo Gioia 

Aldo Gioia è stato assassinato la sera di venerdì 23 aprile 2021 da Giovanni Limata, 23 anni di Cervinara, entrato in casa della vittima grazie alla complicità della figlia 18enne, Elena Gioia, sua fidanzata all'epoca del delitto. Le urla di Gioia, colpito mentre dormiva, avevano richiamato l'attenzione della moglie e dell'altra figlia e l'aggressore era scappato. Poco dopo era rincasata Elena, che aveva chiamato i soccorsi: alle Forze dell'Ordine aveva parlato di un'irruzione da parte di ladri. 

Giovanni Limata, rintracciato dagli agenti della Squadra mobile a Cervinara, dove abitano il padre e il fratello, ha confessato l'omicidio. Anche la 18enne Elena Gioia, quella sera stessa, ha confessato agli inquirenti di aver pianificato con il fidanzato la morte del padre. È stata proprio Elena, infatti, a farlo entrare in casa uscendo col pretesto di andare a gettare la spazzatura e lasciando la porta aperta. 

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