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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Marche da bollo false: in arresto 10 persone

Maxi operazione dei carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria, supportati dai militari di diversi Comandi Provinciali tra cui quello di Avellino

Maxi operazione dei carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria, supportati dai militari dei Comandi Provinciali di Roma, Napoli, Caserta, Avellino e Salerno, a conclusione di un'articolata attività investigativa diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord ad Aversa, finalizzata al contrasto della produzione e distribuzione di valori di bollo falsi, patenti di guida automobilistiche e nautiche.

Diciotto indagati: 10 ai domiciliari

I militari hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari coercitive personali, emessa dal competente Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di 18 indagati. Nei confronti di 10 indagati, è stata applicata la misura degli arresti domiciliari; per 5 indagati la misura dell'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria; per avvocati civilisti dei fori di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord, coinvolti nelle attività criminose represse, è stata invece applicata l'interdizione dall'esercizio dell'attività forense (per 2 della durata di 12 mesi, per il restante di 6 mesi).

Il laboratorio clandestino

Le indagini, avviate nel gennaio del 2020, sulla scorta delle risultanze di precedenti attività sviluppate nello specifico contesto criminale, attivo soprattutto in Campania, venivano protese alla localizzazione delle attività di produzione delle marche da bollo contraffatte. Proprio nel contesto di tali attività, il 20 luglio 2020, veniva individuato e disfatto un "centro di produzione clandestino", allestito nella zona di Villa Literno, dove il principale indagato realizzava, su supporti reperiti in Cina, le marche da bollo false; individuazione delle singole responsabilità degli indagati impiegati sia nella produzione, sia, soprattutto, nella distribuzione del prodotto contraffatto. La necessità di strutturare un'articolata attività investigativa derivava essenzialmente dalla preoccupante diffusione del fenomeno criminoso, sempre più insidioso sia in relazione alle sofisticate tecniche di falsificazione, continuamente evolute al fine di soddisfare una crescente richiesta di "mercato", sia in ragione dell'impiego delle marche in contesti amministrativi e giudiziari.

La nuova ‘tecnologia’

Emergeva, in particolare, che dalle originarie tecniche di falsificazione consistenti nel manuale accrescimento del valore nominale di marche genuine, i falsari erano passati ad altra più infida metodologia, consistente nell'apposizione della c.d. “stampa di personalizzazione su supporti in bianco” (riportanti solamente lo stemma della Repubblica, l'intestazione e gli elementi di sicurezza falsificati) importati dalla Cina, in laboratori dotati delle apparecchiature necessarie sia hardware sia software. Le investigazioni consentivano inoltre di delineare sei direttrici distributive, gestite da "intermediari" del falsario, i cui terminali venivano localizzati a Roma, Napoli, Caserta, Avellino e Salerno. Una volta realizzate e distribuite, le marche da bollo false venivano utilizzate da professionisti e da addetti ai comparti su atti giudiziari e amministrativi per i quali è prevista la corresponsione oneri destinati all'erario.

Il ruolo del parcheggiatore abusivo

In tale specifico contesto diffusivo, venivano delineate le responsabilità di un parcheggiatore abusivo che, operando a Napoli nelle aree adiacenti alla Prefettura, all'Agenzia delle Entrate e all'Ispettorato Provinciale del Lavoro, gestiva la distribuzione delle marche false strumentali al perfezionamento dei procedimenti amministrativi trattati dai predetti uffici pubblici; un noto "distributore" che, sebbene ristretto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Napoli, di fatto alimentava un lucroso e continuativo smercio di marche false; un intermediario di Afragola che alimentava canali di distribuzione di valori di bollo falsi destinati ad un'autoscuola di Casoria e ad uno "smerciatore" orbitante sul litorale romano, al quale forniva anche patenti automobilistiche e nautiche false; titolari di un'agenzia immobiliare e di una tabaccheria di Roma.

Tre avvocati sospesi

Particolare rilevanza veniva inoltre attribuita ai canali di smercio direttamente alimentati dal falsario, costituiti da una coppia di avvocati esercitanti nel Foro di Santa Maria Capua Vetere, colpiti dall'interdizione dall'attività forense per 12 mesi, che, a loro volta le fornivano ad un avvocato del Foro di Napoli Nord, colpito anch'egli dall'interdizione dall'attività forense per 6 mesi.

Sequestrate 200mila euro di marche da bollo false

Nel corso delle indagini venivano conseguiti, i seguenti obiettivi culminati con il disfacimento del principale centro di produzione, localizzato a Villa Literno, operato il 20 luglio 2020, con il contestuale sequestro di attrezzature tipografiche e informatiche necessarie alla falsificazione dei valori di bollo; l'arresto in flagranza di quattro soggetti responsabili di produzione e smercio di marche da bollo false;  il sequestro di migliaia di marche da bollo false del valore complessivo di circa 200.000 euro e decine di patenti false, quest'ultime destinate al litorale romano.

Perquisiti gli studi di altri 2 avvocati

L'esito delle attività d'indagini, conclusesi nel mese di giugno 2021, hanno dato luogo all'elaborazione di una richiesta di misure cautelari a carico dei principali indagati, riscontrate dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli Nord, il 23 febbraio scorso, con l'emissione dell'ordinanza cautelare oggi posta in esecuzione. Contestualmente all'esecuzione, sono state eseguite anche due perquisizioni a carico di altrettanti avvocati (uno del foro di Nocera e l'altro di quello di Avellino), indagati ma non colpiti dal provvedimento, finalizzate alla eventuale ricerca di ulteriori riscontri.

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