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Cronaca

"Fatemi rimpatriare", immigrato dà in escandescenze alla Caritas

Momenti di tensione presso la sede della Caritas di Avellino, causate da Emanuel, un 32enne immigrato che, già in passato, è stato sottoposto a TSO

Dà in escandescenze presso la Caritas di Avellino e, dopo aver ribaltato alcuni cassonetti, ha minacciato carabinieri e polizia con un cacciavite, al grido di "Fatemi rimpatriare". Momenti di tensione, questa mattina, presso la struttura di Via Morelli e Silvati dove Emanuel, un 32enne immigrato, già in passato sottoposto a TSO, ha causato il panico tra il personale in servizio.

Secondo quanto riportato dall'edizione odierna di Irpinia TV, sono stati gli stessi volontari della Caritas ad allertare le Forze dell'Ordine, nel momento in cui hanno visto Emanuel fuori di senno. Già in passato, il profugo si era reso protagonista di un episodio simile, culminato con la somministrazione di un Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Dopo essere stato calmato e disarmato, tuttavia, è accaduta una situazione alquanto paradossale: la Prefettura di Avellino, nonostante gli abbia garantito la consegna, in tempi brevi, di tutti i documenti necessari a soddisfare la sua richiesta di rimpatrio, lo hanno affidato nuovamente alla Caritas. 

L'episodio di Emanuel rievoca, indelebilmente, quanto accaduto lo scorso 30 luglio a Monteforte Irpino, quando Robert Omo, 24enne immigrato di origine nigeriana anch'esso preso in affido dalla Caritas, scappò dalla struttura di Via Morelli Silvati e, con una violenza inaudita, uccise a martellate il commerciante 56enne di origini cinesi Yuancheng Gao, provocando, inoltre, il grave ferimento di Krasimir Petrov Tsankov, 49enne bulgaro, successivamente dimesso dall'Ospedale "Moscati" di Avellino.

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