Famiglietti: "Morte dell'operaio, magistratura indaghi"

Il segretario della Cgil chiede un intervento immediato: "Sicurezza sul lavoro a rischio anche per colpa dei subappalti"

La Cgil Avellino apprende con sconcerto l’incidente mortale costato la vita all’operaio casertano impiegato in un cantiere sul Raccordo Avellino-Salerno e richiama ancora una volta l’attenzione sulla vera e propria mattanza che si compie sulle autostrade italiane, dove si lavoro in condizioni sempre più precarie sotto il profilo della sicurezza.

La Cgil esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’operaio e ricorda che sui tratti autostradali e non solo della provincia di Avellino, sono ormai numerosi gli episodi di incidenti gravi e talvolta mortali che hanno coinvolto gli operai impiegati nei cantieri per la manutenzione.

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“La circostanza che vuole ancora una volta coinvolta una impresa in sub appalto conferma le preoccupazioni della CGIL – afferma Antonio Famiglietti – riguardo al fatto che il sistema va rivisto e soprattutto vanno irrigiditi i controlli sulle misure di sicurezza. Il raccordo Avellino-Salerno anche in condizioni di normalità e senza la presenza dei cantieri è di estrema pericolosità. L’incidente di questa mattina ripropone in maniera drammatica la necessità di attuare standard di sicurezza più alti nei cantieri autostradali. Chiediamo alla magistratura di accertare in tempi brevi le responsabilità verificando, inoltre, tutti i cantieri presenti in provincia di Avellino rispetto all’attuazione delle norme di sicurezza, soprattutto per i cantieri affidati in appalto e subappalto, dove denunciamo da tempo la presenza di situazioni ad alto rischio. Anche il ritardo della programmazione degli interventi – aggiunge Famiglietti – riguardo alla miglioria stradale da attuare sulla rete irpina, non solo di competenza Anas ma anche regionale e provinciale, concorrono ad aumentare i fattori di rischio per i lavoratori impiegati nei cantieri, in quanto spesso si è chiamati ad interventi di ristrutturazione da attuare in tempi ristretti e con modalità non conformi agli standard minimi di sicurezza”.

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