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Usura ed estorsione a Solofra: arrivano due condanne ed una assoluzione

Per i condannati ci sarà ricorso in Appello

Due condanne ed una assoluzione per un processo in cui gli imputati erano accusati di estorsione e danneggiamento causato per il recupero di alcune somme derivanti da applicazione di interessi usurai. Il magistrato Roberto Melone, presidente del collegio di Avellino, in particolare, ha stabilito: la condanna di quattro anni per Stefano Siano, difeso da Alberico Villani); la condanna a tre anni per Cesare Siano, assistito da Maria Grazia Cafisi e Virginia De Marco; prescrizione invece per Francesco Bruno di Montoro, difeso dall'avvocato Michele Fratello, e per Cesare Siano per il reato di usura.

Il pm Vincenzo Toscano aveva chiesto sette anni e sei mesi per Stefano Siano; sei anni per Cesare Siano; cinque ne per Francesco Bruno. Proprio per Bruno, però, è stata accolto il ricorso (per prescrizione) del suo avvocato Fratello che ha puntato tutto sulla dimostrazione che la pena edittale, alla quale ha fatto riferimento la Procura, fosse ormai differente rispetto al momento della contestazione. Risultato: la prescrizione è maturata.


Tutto è partito dalle indagini per un raid incendiario del 29 dicembre 2010 ai danni di un furgone di un'impresa di Solofra, città dei Siano considerati i mandanti del fatto (e che ricorderanno in Appello). Durante le indagini, prodotte anche una serie di intercettazioni che hanno svelati le intenzioni dei Siano che avevano, secondo l'accusa, l'obiettivo di costringere una donna (che aveva subito l'incendio del suo opificio per il quale era indagato uno dei Siano) a dichiarare di aver ricevuto il risarcimento danni. L'usura, invece, risale al 2003 e al 2004.

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