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Senza stipendi da tre anni, Vena: "Ho fatto l'esposto ma nessuna risposta"

Per l’anno 2012 attende le mensilità di luglio (acconto 1000 €), agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre e tredicesima. Per l’anno 2013 mancano gli stipendi di settembre (acconto 400 €), ottobre, novembre, dicembre e tredicesima e per il 2015 siamo fermi al mese di gennaio

Il dramma di Enzo Vena, da 33 anni dipendente a tempo indeterminato presso la Comunità Montana Terminio Cervialto di  Montella continua nel silenzio più assordante. Non è un operaio forestale ma un dipendente pubblico. Legato allo stesso destino: non percepisce lo stipendio.

 Solo per precisione di informazione le spettanze ordinarie oramai sono diventati un miraggio:  per l’anno 2012  attende le mensilità di luglio (acconto 1000 €), agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre e tredicesima. Per l’anno 2013 mancano gli stipendi di settembre (acconto 400 €), ottobre, novembre, dicembre e tredicesima e per il 2015 siamo fermi al mese di gennaio.

Nonostante tutto va a lavoro. Serve la pubblica amministrazione. Ha manifestato il suo disappunto agli Enti ma anche alla Procura. Ma non ha ricevuto risposte.

“La mia forte dignità morale con cui sono cresciuto, fino a questo momento non mi ha fatto commettere qualche sciocchezza ma credetemi non so fino a che punto possa resistere ed ho paura che da un momento all’altro possa cedere” dice il dipendente.

"Come se noi a casa non avessimo una famiglia, dei figli a cui rendere conto perché ci alziamo la mattina per venire a lavoro, rimettendoci anche le spese di viaggio e a fine mese non portare nulla a casa. Io personalmente ma credo di non essere il solo, non ce la faccio più e non so più a chi rivolgermi” è il grido di allarme.

Dei sindacati neanche l’ombra eppure dovrebbero essere coloro deputati a difendere i diritti dei lavoratori. “Dobbiamo chiedere a “chi l’ha Visto” di Donatella Raffai” ci dice tra il serio e il faceto.

Si sente solo. Ha gli affetti di famiglia ma non bastano. Tutti gli organi istituzionali sono latitanti, “interessa a qualcuno che dei padri di famiglia non possono mettere più un piatto a tavola, interessa a qualcuno che un padre di famiglia non possa tenere più i figli all’università, interessa a qualcuno che un padre di famiglia non possa pagare le tasse, le utenze magari il fitto di casa, no non interessa a nessuno, i dipendenti delle Comunità Montane non meritano niente, ma allora licenziateci ma fate qualcosa, abbiate il coraggio di prendere qualche decisione in un senso o nell’altro” aggiunge con le lacrime agli occhi.

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