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Cronaca

Diplomi falsi Cisl, ammesse le prove: ascoltato Salvatore Bonavita

Le indagini sono partite nell’ottobre del 2017 dopo un servizio di Luca Abete su Striscia la Notizia

Nuova udienza per quanto concerne lo scandalo diplomi falsi Cisl. Le accuse, in questo senso, sono di Corruzione, Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e usura. Nella giornata di oggi, presso il Tribunale di Avellino, venivano ammesse le prove. Successivamente aveva luogo l’escussione di Bonavita (Cisl) e Caruso (Sef).  

La prossima udienza è attesa per il 4 novembre 2022, quando sarà sciolta la riserva sull'utizzabilita' delle intercettazioni ambientali e e per l'affidamento dell’incarico peritale per la trascrizione.

Le indagini sono partite nell’ottobre del 2017 

Lo scandalo dei diplomi falsi Cisl era scoppiato nel 2017 e aveva avuto ampio risalto grazie al servizio di Luca Abete su Striscia la Notizie, che aveva portato alla luce la prassi truffaldina che veniva seguita alla Cisl Irpinia – Sannio. Sono due gli istituti paritari su cui si sono focalizzate le attenzioni: Avellino e Acerra. Il costo dei diplomi poteva variare tra i 500 e i 700 euro. Nel dettaglio, Antonio Perillo, ex collaboratore della Cisl Avellino, era l'intermediario con le strutture scolastiche.

All’inizio, dopo il servizio di Striscia, il segretario della Cisl Scuola Irpinia-Sannio, Salvatore Bonavita, aveva anche presentato una denuncia, ma ormai il vaso di Pandora era stato aperto. Durante uno degli interrogatori, il preside si era contraddetto in merito al titolo di operatore per servizi sociali nelle scuole rilasciato a una donna di Carife, indagata nell’inchiesta.

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