Coronavirus, Conte ha firmato il nuovo Dpcm: ecco tutte le nuove restrizioni

Tra le poche modifiche apportate quelle su parrucchieri e barbieri che resteranno aperti anche nelle zone rosse

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm sulle misure restrittive anti-Covid. Il testo sarà pubblicato in Gazzetta nelle prossime ore.

Il testo dovrebbe sostanzialmente corrispondere alla bozza emersa nelle ultime ore. Stando a quanto emerso, il documento prevede un regime differenziato di chiusure che divide l'Italia in tre fasce di rischio contagio a seconda di 21 parametri epidemiologici e sanitari. Tra le poche modifiche apportate quelle su parrucchieri e barbieri: le attività di "servizi alla persona" resteranno aperte anche nelle zone che rientrano nello scenario ad alto rischio, le cosiddette zone rosse, ovvero in quelle regioni o province che andranno in lockdown dal prossimo giovedì 5 novembre 2020.

Il testo ufficiale non è al momento disponibile.Nella bozza del Dpcm il coprifuoco è indicato alle ore 22:00.

Questa l'ultima novità del nuovo decreto coronavirus che il governo ha sottoposto alle Regioni. Pur non esprimendo formalmente un parere, ma solo delle osservazioni, le Regioni hanno respinto l'impianto del Dpcm chiedendo al Governo misure omogenee in tutto il territorio nazionale e che la classificazione per l'inserimento nelle tre fasce di rischio avvenga in contradditorio con il Cts, prima che il ministro della Salute assegni la classificazione di rischio con i conseguenti provvedimenti di chiusura. Inoltre i governatori chiedevano che contestualmente al Dpcm sia emanato un decreto con indennizzi economici per le categorie economiche, l'esenzione 2020-21 dei tributi per tutte le attività economiche soggette a provvedimenti di chiusura e che sia previsto il congedo parentale. In una lettera inviata alle regioni dai ministri Boccia e Speranza, l'esecutivo risponde ai rilievi dei governatori confermando che "nuove misure economiche" e "ristori per le attività economiche oggetto di restrizioni" verranno incorporati in un apposito decreto legge che verrà approvato in settimana. Il riferimeno è il noto decreto Ristori bis che dovrebbe comprendere impegni per circa 2 miliardi di euro.

Ma quali sono le zone rosse? Solo oggi, mercoledì 4 novembre, è previsto il responso sui territori da inserire nelle zone di rischio ovvero la suddivisione dell'Italia nelle tre fasce - rossa, arancione e verde - così come deciso dal ministero della Salute. 

La bozza del Dpcm 3 novembre

Vediamo quindi il testo della bozza del Dpcm. Le nuove misure saranno in vigore da giovedì e resteranno valide fino al 3 dicembre: non ci saranno chiusure generalizzate ma sarà un lockdown light. L'Italia viene divisa in 3 aree di rischio, ma in quella dove il contagio è più diffuso e gli indici epidemiologici sono più critici - come ad esempio la Lombardia e il Piemonte - scatterà, di fatto, il lockdown come a marzo. Si potrà uscire di casa solo per andare a lavorare, per fare la spesa, per motivi di salute o necessità. E per portare i bambini a scuola.

Nelle zone rosse:

  • chiuse le scuole dalla seconda media in poi, prevista la didattica a distanza;
  • è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute;
  • è vietato altresì ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità;
  • vietato ogni tipo di spostamento, anche quelli "all'interno dei medesimi territori";
  • sospeso tutto lo sport, possibilità di fare attività motoria "individualmente" e solo "in prossimità della propria abitazione" e attività sportiva all'aperto e da soli;
  • chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Escluse dalle chiusure mense e catering;
  • chiusi musei, mostre, bingo e casinò;
  • potranno essere chiuse strade o piazze nei centri urbani;
  • lavoratori della pubblica Amministrazione in presenza solo se ci sono attività indifferibili.

Nelle zone arancioni le misure più dure dovranno essere adottate dal ministro della Salute Roberto Speranza "d'intesa" con il presidente della Regione interessata e comprendono:

  • divieto di spostamenti in entrata e in uscita nonché gli spostamenti tra i comuni. Entrambi i divieti non varranno in caso di comprovate esigenze lavorative e di studio, per motivi di salute, per situazione di necessità e per accompagnare o riprendere i bambini a scuola;
  • chiusi bar e i ristoranti: sarà consentita solo la consegna a domicilio e il servizio di asporto fino alle 22:00.

Misure nazionali, più 'leggere' e valide per tutti anche nelle zone verdi, comprendono:

  • il coprifuoco alle 22:00;
  • la chiusura dei centri centri commerciali nel weekend;
  • stop a musei e mostre;
  • riduzione dall'80% al 50% della capienza sui mezzi pubblici locali;
  • didattica a distanza al 100% per gli studenti delle superiori;
  • chiusura dei corner di giochi e scommesse all'interno di bar e tabacchi;
  • resta la chiusura dei bar e ristoranti alle 18:00.

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