Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Covid, sale l'incidenza: 10 regioni a rischio moderato, ecco la situazione in Campania

Scende invece l'indice Rt calcolato sui casi sintomatici (range 0,93- 1,12), in diminuzione rispetto alla settimana precedente

La Sicilia passa in zona gialla da lunedì 30 agosto e sono 10 Regioni e le province autonome che risultano classificate a rischio moderato, secondo quanto si apprende, nel monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute e la Sicilia è classificata a rischio moderato ma con "un'alta progressione di escalation nei prossimo 30 giorni". Le restanti 11 Regioni risultano classificate a rischio basso. Oltre la Sicilia che ha superato le soglie per i ricoveri (19.4%) e le intensive (12.1%), il rischio moderato riguarda Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Piemonte, Trento, Puglia, e Valle d'Aosta.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l'ordinanza che segna il passaggio in zona gialla della Sicilia nel pomeriggio. "È la conferma che il virus non è ancora sconfitto e che la priorità è continuare ad investire sulla campagna di vaccinazione e sui comportamenti prudenti e corretti di ciascuno di noi", il commento del ministro. 

Sale da 74 a 77 casi per 100mila abitanti l'incidenza di Covid in Italia nella "fotografia" del ministero della Salute sulla situazione covid che fa riferimento al periodo 20-26 agosto. Un aumento che si registra anche nei dati della bozza del Monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute sull'andamento dell'epidemia (flusso Iss), in cui si prende in considerazione un periodo diverso, cioè dal 16 al 22 agosto: in questo arco temporale di riferimento l'incidenza risulta in aumento da 69 a 71 per 100mila abitanti.

Scende invece l'indice Rt calcolato sui casi sintomatici (range 0,93- 1,12), in diminuzione rispetto alla settimana precedente. Ma bene tenere conto che questo indice tiene conto delle variazioni con oltre una settimana di ritardo in media rispetto ai contagi. L'Rt ospedaliero, secondo quanto riporta la bozza, scende a 1,04 (dato al 17 agosto) da 1,08 (dato al 10 agosto). Nessun territorio supera oggi la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica: il tasso di occupazione in terapia intensiva è in aumento al 5,7 per cento, il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta al 7,1 per cento. 

La Sicilia in zona gialla da lunedì 

Quanto alla Sicilia il monitoraggio del martedì aveva confermato i parametri di incidenza e occupazione ospedaliera con percentuali oltre la soglia nel giorno della chiusura del dato settimanale: oggi il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 12,1% (contro la soglia del 10%), l'occupazione dei posti letto in area medica non critica del 19,4% (contro il 15% di soglia) e incidenza a 7 giorni (20-26 agosto) più alta di tutta Italia con 200,7 casi per 100mila abitanti contro la soglia di 50.

Sulla soglia della zona gialla anche la Sardegna (11,2% intensive e 14% area medica) ma con ogni probabilità potrà restare in zona bianca per un'altra settimana. Settimana prossima a rischio giallo anche per Calabria che conta 15,2% nei reparti e 5,9% intensive con incidenza di 101,5 casi ogni 100mila abitanti.

I cambi colore delle regioni e i nuovi limiti che fanno scattare le restrizioni spiegate in breve

Bene ricordare che dallo scorso 22 luglio sono in vigore i nuovi parametri che regolamentano l'applicazione dei cosiddetti "cambi colore". Una regione per restare in zona bianca pertanto deve contenere la diffusione del contagio e evitare che gli ospedali vadano "in sofferenza". Se il parametro dell'incidenza resta inferiore ai 50 casi per 100mila abitanti non solo il tracciamento dei contatti è garantito, ma difficilmente gli ospedali possono andare in difficoltà. Se invece l'incidenza supera il limite dei 50 casi per 100.000 abitanti il tasso di occupazione dei posti letto in area medica deve restare inferiore al 15%, così le terapie intesive che non devono superare il tasso di occupazione del 10 per cento. 

  • Indicenza minore di 50 casi per 100mila abitanti per tre settimane;
  • Indicenza superiore a 50 casi per 100mila abitanti e ricoveri inferiori al 15% e Terapie intensive inferiori al 10%.

Quando si entra in zona gialla e cosa cambia

Una regione passa da zona bianca a zona gialla quando con incidenza superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti covid è superiore al 15 per cento e al 10% in terapia intensiva. 

Le limitazioni sono più limitate rispetto alla scorsa primavera ma è ancora previsto l’obbligo della mascherina. Restano aperti i locali pubblici ma potranno accogliere al loro interno solo clienti provvisti di Green pass e nel limite di 4 persone per ciascun tavolo, sia all’interno che all’aperto.

Gli spostamenti sono liberi sia fuori che dentro la Regione, senza obbligo di autocertificazione. Nessun rischio di ritorno del coprifuoco che, dal 21 giugno, è caduto anche in zona gialla.

Quando si entra in zona arancione e rossa

Se l'incidenza sale a oltre i 150 casi ogni 100mila abitanti - visto l'elevato fattore di rischio - una regione può entrare in zona arancione con un incremento delle limitazioni. Tuttavia per questo ulteriore cambio colore l'occupazione dei posti letto deve essere superiore al 30 per cento in area medica e al 20% per i posti letto in terapia intensiva.  

Più difficile entrare in area rossa: all’incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti devono abbinarsi sia un tasso di occupazione dei posti letto superiore al 40% in area medica e al 30% in terapia intensiva. 

Leggi l'articolo su Today.it

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Covid, sale l'incidenza: 10 regioni a rischio moderato, ecco la situazione in Campania

AvellinoToday è in caricamento