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Coronavirus, conferenza stampa via Skype di Festa: "Con la volontà, il Maffucci potrebbe essere pronto in tre settimane"

"Dobbiamo prepararci all'emergenza, Non siamo ancora giunti al picco, tra venti giorni cosa faremo? Dobbiamo intervenire adesso"

Il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, nel rispetto delle norme per il contenimento del contagio da Covid-19, pochi istanti fa, ha realizzato la prima conferenza stampa via Skype dell'amministrazione del capoluogo irpino. 

Ecco le parole del primo cittadino: 

"Sono molto soddisfatto della conferenza tra i sindaci. C'è stata una consistente partecipazione, nonostante sia stata convocata in un giorno e mezzo. La richiesta era di avere una maggiore omogeneità d'azione. Ci sono tanti sindaci che affrontano il problema ma non hanno le potenzialità del capoluogo. Sono emerse un pò di criticità. In primis, il tema degli esercizi commerciali. Le persone rispettano le regole ma le problematiche non mancano. Nei prossimi giorni bisognerà affrontare il tema poste. Da parte di alcuni sindaci c'è stata la necessità di tutelare le attività industriali valutando la sospensione. Per quanto riguarda i tamponi si è valutata anche l'ipotesi di un laboratorio mobile (non per tutti, solo per i casi maggiormente sospetti). Per quanto riguarda le mascherine, i sindaci vorrebbero sapere un dato certo per distinguere i modelli utili da quelli superflui. Per quanto riguarda le ordinanze, il sindaco deve ascoltare sempre quanto afferma l'Asl. Infine, poi, abbiamo chiesto alla Regione un tavolo per discutere dei vari enti locali. La politica amministrativa ha la necessità di interfacciarsi con la Regione. In Irpinia, per quanto riguarda la percentuale dei contagi, abbiamo il dato più alto. Noi abbiamo numerose stutture pubbliche, a cominciare dal Maffucci, che possiamo fare ripartire. Sfruttiamole. Io non ritengo sia responsabile mandare a casa una persona che sta uscendo dalla terapia intensiva. Abbiamo immaginato anche l'ospedale di Monteforte per una emergenza di questo tipo. Noi abbiamo difficoltà diverse rispetto agli altri. Quando sento che il Moscati ha chiuso il Pronto Soccorso perchè è saturo, ora che non siamo ancora arrivati al picco, mi preoccupo moltissimo. Se questi casi dovessero aumentare, nei prossimi giorni, dove li mettiamo? E i pazienti che hanno bisogno di cure normali, dove li mettiamo?"

"Con la volontà, il Maffucci potrebbe essere pronto in due o tre settimane"

"C'è grande preoccupazione da parte del personale del Moscati. Siamo in emergenza totale e non dobbiamo rimandare le scelte. Lavoriamo sui due fronti: personale e delle strutture. Il Maffucci, in duo o tre settimane, lo vedo pronto. Servono pulizie, impianti e tinteggiature. Se c'è la volontà non dovrebbe esserci la minima difficoltà per sistemare 70 stanze. Per la quarantena e la post quarantena dei Covid-19 è perfetto. Se, poi, dovessi ricevere una risposta negativa da parte della Regione, non mi fermerò".

"Più che l'esercito, è probabile che vengano incrementati i controlli del territorio"

"In questo momento fare polemica con i vertici sanitari è assolutamente sconveniente. Al momento, m'interessa dare risposte alla gente. Asl e Moscati facessero il loro dovere gestendo l'azienda sanitaria e i servizi. Io faccio il mio ruolo di sindaco e in questo giro non entro proprio e non mi interessa farlo. Noi dobbiamo andare di pari passo: serve personale e servono strutture. Mentre il personale si rimedia, le strutture o ce l'hai o non ce l'hai. Il problema delle strutture non si sta affrontando. L'esercito ad Avellino? Questo dipende dal Ministero dell'Interno. Non mi pare che ad Avellino, questo, sia previsto. Molto più probabile, invece, che vengano incrementati i controlli sul territorio". 

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