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Cronaca

Coronavirus in Campania, De Luca: "Buona tenuta, ricoveri in terapia intensiva restano invariati"

Le parole del presidente della Regione Campania: Qualche oscillazione nei ricoveri ordinari, ma stiamo tenendo bene". Sulla guerra in Ucraina: "I più interessati a un'azione diplomatica dovremmo essere noi italiani"

Nel corso del consueto appuntamento con la videodiretta del venerdì pomeriggio, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha fornito gli ultimi aggiornamenti sull'epidemia Covid, sull'emergenza Ucraina e sugli altri importanti fatti che riguardano la Campania tra cui la cerimonia d'inaugurazione di Procida Capitale italiana della Cultura 2022 in programma domani.

In particolare, sulla situazione epidemiologica: "Registriamo una buona tenuta. Il numero dei ricoveri in terapia intensiva resta più o meno invariato. Abbiamo alcune oscillazioni per quanto riguarda i reparti di ricovero ordinario ma, tutto sommato, stiamo tenendo bene". 

"Non sono innocenti quelli che hanno assistito per otto anni alla guerra civile in Ucraina senza muovere un dito"

Un pensiero, altresì, rivolto alla guerra in Ucraina: "Ci arrivano immagini terribili. Devo dire che sono molto infastidito dal fatto che tanti osservatori, commentatori, esponenti politici hanno scoperto con l'Ucraina che la guerra è fatta di barbarie. Non è che le guerre precedenti fossero fatte con la distribuzione di petali di rose. Le stragi, l'uccisione dei civili, le violenze, gli stupri fanno parte di tutte le guerre, nessuna esclusa. Nel caso dell'Ucraina, abbiamo un colpevole certo: la Russia, per aver ceduto alla logica della guerra preventiva, per aver invaso un Paese indipendente, per aver avviato un'azione militare pesante e per aver determinato orrori di guerra. Ma non ci sono innocenti in questa guerra. Non sono innocenti quelli che hanno assistito per otto anni alla guerra civile in Ucraina senza muovere un dito. Non sono innocenti quelli che, negli ultimi anni, hanno inondato l'Ucraina di un fiume di armi avanzate, sofisticate. Non sono innocenti quelli che, fino a 4-5 mesi fa, non hanno pronunciato nemmeno la parola neutralità. Non sono innocenti quelli come il segretario della NATO (Jens Stoltenberg, ndr), in maniera totalmente irresponsabile, mentre si cerca un compromesso per porre termine alla guerra, dice addirittura che la Finlandia avrà un percorso accelerato per entrare nella NATO. Siamo veramente all'ottusità politica o all'irresponsabilità".

Il Governatore della Regione Campania ribadisce che: "Questa guerra non ha né un passato, né un futuro. Né un passato perché non si capisce come si è arrivati a questa guerra: si è immaginati di avere un'espansione della NATO anche in Ucraina, questo è l'unico elemento di novità che c'è stato negli ultimi 5-6 mesi. Non sono innocenti quelli che, di fronte a quest'intenzione di allargare la NATO fino ai confini con la Russia, hanno ripetuto che ogni Paese è autonomo e indipendente e che deve essere rispettato nella sua autodeterminazione, dimenticando che l'Occidente aveva occupato con un corpo di spedizione militare l'Afghanistan per dieci anni, lasciandolo solo sei mesi fa in condizioni peggiori rispetto a dieci anni prima". 

Ciò che colpisce De Luca sono due aspetti che vengono ignorati: "Il primo è il popolo ucraino: parliamo di armi, sanzioni, vincitori e vinti. Non parliamo di milioni di cittadini che stanno vivendo un calvario. Il secondo è il 'cessate il fuoco', che dovrebbe essere priorità assoluta, sembra non interessare nessuno. Ho sentito il Ministro degli Esteri ucraino chiedere tre cose: armi, armi, armi. Io, sinceramente, avrei chiesto armi, solidarietà per il popolo ucraino e un'azione diplomatica efficace per arrivare da subito al 'cessate il fuoco'. Oggi, i margini per arrivare alla fine delle ostilità sono molto stretti. Diventa complicato fermare la Russia dopo che ha invaso. Avremmo dovuto avere l'intelligenza politica di fermarla prima. E rischiamo una guerra lunga, lunghissima. L'esercito russo sta dimostrando di essere impantanato da 40 giorni, non riesce ad andare avanti. Ma l'immagine che abbiamo oggi è di un esercito ucraino che ha armi sofisticate, perché in questi anni è stato addestrato dagli americani e dagli inglesi e di un esercito russo che sembra, francamente, alla Preistoria". 

Un altro elemento di preoccupazione è rappresentato dal rischio di portare la guerra in casa nostra: "Vedo che si affronta il problema delle sanzioni con grande semplicismo. Vediamo di capirci: c'è stato in Ungheria, in settimana fa, un voto che dovrebbe far pensare. L'Ungheria è al confine, la guerra ce l'ha davanti, i cittadini ungheresi sono andati a votare e hanno riconfermato Orban in quanto ha promesso la pace e la continuità delle attività produttive in Ungheria. Io auspicherei maggiore prudenza nel linguaggio da parte del Governo italiano: noi siamo schierati nettamente con l'Europa e con la NATO, ma siamo diventati il Paese che grida di più, il più oltranzista di tutti, essendo il Paese più dipendente dal punto di vista energetico. Sarebbe, a mio parere, opportuno avere lo stesso atteggiamento che hanno i tedeschi, i francesi, gli spagnoli: tutti condannano la guerra, quasi nessuno lavora per un'iniziativa diplomatica, ma nessuno ha i toni esasperati e oltranzisti che ha l'Italia. Noi abbiamo il dovere di garantire all'Italia il lavoro e non si può affrontare il tema dell'energia o il problema della sospensione delle forniture di gas in maniera semplicistica, perché se dovesse bloccarsi l'apparato produttivo del nostro Paese, noi cominceremo ad avere il problema del lavoro, come già abbiamo in alcuni comparti produttivi, a causa dell'aumento del prezzo dell'energia. Ma se si dovesse sospendere la fornitura di gas, dovremmo fare i conti con un altro problema, quello del pane per i nostri lavoratori. Credo che sia necessario capire che i più interessati a un'azione diplomatica, per quanto stretti siano i margini, siamo noi italiani, insieme ai tedeschi. Va bene tutto, ma non va bene questo scivolare in maniera quasi inconsapevole sul piano dell'incremento degli armamenti, del prolungamento del conflitto o, addirittura, il blocco delle forniture di gas. Questo sarebbe un suicidio per noi".

"Se non abbiamo certezze sui finanziamenti riguardanti il personale, non realizzeremo le case di comunità"

Importante novità da un punto di vista sanitario: "Abbiamo concluso, qualche giorno fa, l'ultima conferenza di servizi per la realizzazione del nuovo Ospedale Santobono a Napoli. La Regione fa un investimento di oltre 300 milioni di euro per realizzare ex novo un grande centro pediatrico di valore europeo. Sarà il centro regionale di pediatria e ciò candida anche il Santobono stesso a diventare un IRCCS, ossia un istituto di ricerca. Un progetto straordinario, che vedrà la luce a Ponticelli, in un polo di assoluto valore. Si realizzeranno anche un parco pubblico e un asilo nido. Abbiamo bruciato i tempi, continueremo ad andare avanti con tempi accelerati per realizzare la struttura. Sarà dotata di 400 posti letto e, al pari del Gaslini di Genova, del Bambin Gesù di Roma, del Meyer di Firenze, sarà uno dei punti di eccellenza della pediatria del nostro Paese. Partiamo a brevissimo con la gara di progettazione". 

Inoltre: "Abbiamo presentato il piano per le 170 case di comunità. Stiamo facendo una battaglia anche per avere certezze sui finanziamenti riguardanti il personale: non abbiamo intenzione di realizzare case di comunità senza avere certezze in tal senso".

Lunedì parte il nuovo portale Salute della Regione Campania: "Con l'app, Campania in Salute, sarà possibile effettuare la prenotazione della visita specialistica. Ricordo che le visite sono classificate come U (urgenti), B (media urgenza), D (visite differibili), P (programmabili). Le visite urgenti vengono eseguite in non più di 48 ore. Rientra nel grande lavoro che abbiamo fatto nell'ambito del programma Burocrazia Zero. Sarà possibile, utilizzando il portale, anche confermare i preappuntamenti per le seconde visite, pagare il ticket con carta di credito, prenotare, confermare e pagare online anche per conto dei familiari".

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