Coronavirus, ecco i dati del Ministero della Salute aggiornati al 30 ottobre 2020

Conferenza stampa con il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, sull’analisi della situazione epidemiologica di Covid-19 in Italia

Seconda conferenza stampa della settimana, organizzata dal Ministero della Salute, per illustrare l'emergenza Covid-19 nel nostro Paese. Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, e il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, hanno fornito aggiornamenti sull’analisi della situazione epidemiologica di Covid-19 in Italia.

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Brusaferro: "Casi tra gli anziani sono in aumento"

Ecco le parole del Presidente delll'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro: "Il numero di nuove persone positive è cresciuto significativamente nelle ultime settimane. L'incidenza del Covid nel nostro Paese è pari a 280 casi per 100.000 abitanti. Va specificato che i nostri dati non possono essere letti sempre come dati puntuali, bensì stabilizzati alla data di domenica scorsa. Quasi tutte le Regioni hanno un numero significativo di contagi: non c'è una Regione dove il numero di nuove infezioni non sia in crescita. Il superamento delle soglie massime costringono, inoltre, le Regioni a dover rimodulare il loro piano assistenziale per quanto concerne i posti letto negli ospedali. L'aumento riguarda tutte le fasce d'età, in particolar modo quelle giovanili, ma anche quelle relative alle persone più anziane sono in aumento. La crescita ha un significato molto importante in relazione alla possibilità di trasmissione del virus ai pazienti più vulnerabili".

Nel corso della conferenza stampa, è stata presentata anche la curva dei decessi dall'inizio della pandemia a oggi: "L'età media dei decessi supera gli 80 anni, mentre le vittime sono coloro che hanno già due o più patologie: vanno dall'ictus all'insufficienza renale cronica. E' una situazione grave, che si traduce in alcune criticità in alcune regioni, dove non è facile garantire immediatamente il tracciamento. Per contrastare questo tipo di curva, accanto ai provvedimenti che sono stati presi, è importante ridurre le interazioni fisiche, per fare in modo che la circolazione sia contenuta ed evitare la pressione sui nostri servizi sanitari. Le raccomandazioni che sono state lanciate nelle ultime settimane mirano a chiedere a ognuno di noi un comportamento consapevole".

Locatelli: "La nostra popolazione è fragile, va protetta in maniera rigorosa"

Queste, invece, le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, che si è soffermato sull'analisi dei soggetti deceduti e su come è cambiato il trattamento dei pazienti: "L'età media non è cambiata, siamo sempre sugli 80 anni, vale ancora una volta di più l'osservazione che questa è una popolazione fragile, da proteggere in maniera rigorosa. C'è bisogno di un patto che va condiviso e accettato da tutti: i giovani devono prestare attenzione ad adottare comportamenti responsabili, proprio per proteggere la fascia più fragile che può presentare già patologie pregresse. Nella scorsa primavera, meno del 50% venivano trattati con soluzioni cortisoniche, oggi almeno i 3/4 vengono curati con farmaci steroidei. Il tempo che passa tra la comparsa dei sintomi e il decesso sono poco meno di due settimane, circa 12 giorni".  

Locatelli ha spiegato, inoltre, i fattori che hanno inciso nella diminuzione dell'età media di persone contagiate: "Nella scorsa primavera, si andavano a studiare dal punto di vista dell'effettuazione del tampone i soggetti sintomatici, mentre adesso, per mezzo dell'elevato numero di tamponi, almeno il 70% sono nostri concittadini che non hanno sintomi o che hanno una sintomatologia piuttosto modesta, i cosiddetti paucosintomatici". 

Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità garantisce che: "Dalla settimana prossima, saremmo in grado di effettuare anche 100.000 tamponi al giorno. Questo mi fa pensare soprattutto al ruolo fondamentale che giocheranno i medici di medicina generale: loro sono al centro di questo percorso assistenziale e a loro va il ringraziamento, da un lato, per essersi messi a disposizione per l'effettuazione dei tamponi antigenici rapidi e, dall'altro, per il modello di gestione in questa fase. Quanto più riusciremmo a mantenere il numero di contagi entro una certa soglia, tanto più riusciremmo a evitare il sovraccarico nei reparti di degenza ordinaria, sia in quelli di terapia intensiva". 

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