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Caos al drive-in di Avella, Alaia: "Opportuno che l'Asl operi in base a direttive chiare e lineari"

La nota del consigliere regionale su quanto accaduto questa mattina: "Non bisogna negare il diritto di ciascun cittadino di veder tutelata la propria salute, ed è per questo che mi batterò"

Caos al drive-in di Avella nella mattinata di oggi. La denuncia del sindaco di Baiano, Enrico Montanaro, riguardo alla possibilità negata ad alcuni cittadini di sottoporsi al tampone, non è rimasta inascoltata.

Alaia: "Mi batterò per il diritto di ciascun cittadino"

Attraverso una nota pubblicata sui canali istituzionali, il consigliere regionale Enzo Alaia ha commentato la vicenda: "Ricevo lamentele rispetto a quanto accaduto oggi al drive in di Avella. Nonostante le evidenti e comprensibili criticità che l'ASL si è trovata ad affrontare a causa di un evento di dimensioni assolutamente imprevedibili ed incontrollabili, episodi come quello che si è consumato oggi nel mio Paese non sono accettabili. Nutro la massima stima e ammirazione per gli operatori che ormai da mesi lavorano incessantemente, ma, tuttavia, trovo che lo stesso rispetto sia dovuto nei confronti di ciascuna famiglia che oggi vive un momento buio, a causa della presenza nel proprio nucleo di uno o più contagiati. Sicché considero queste lamentele come richieste d'aiuto, di cui mi farò personalmente carico. Ora più che mai, è opportuno che l'ASL operi in base a direttive chiare e lineari, non negando il diritto di ciascun cittadino di veder tutelata la propria salute, e per questo mi batterò".

La denuncia di Montanaro: "Situazione assurda"

In un messaggio pubblicato nella tarda mattinata di oggi, il primo cittadino di Baiano, Enrico Montanaro, aveva messo in evidenza la gravità della questione: "Purtroppo questa mattina al Drive In di Avella, si sono verificati diversi episodi spiacevoli, dovuti a cambiamenti improvvisi di direttive da parte dei dirigenti dell'Asl, che purtroppo hanno creato ulteriori disagi a famiglie, già messe a dura prova da tutto quello che stanno vivendo. Riteniamo assurdo che si neghi il tampone a familiari conviventi di persone positive, regolarmente convocate per quello di controllo. E' assurdo che queste persone, spesse volte anche sintomatiche, dopo 15 giorni di isolamento non vengano contattate e addirittura gli venga negata la possibilità di effettuare il tampone seguendo la tempistica del familiare positivo, come invece avveniva puntualmente fino all'ultimo drive in. Pur comprendendo le difficoltà del momento, chiediamo con forza all'Asl, di risolvere in tempi stretti questa problematica, che si ripercuote su famiglie già colpite profondamente e di far si che anche i contatti stretti possano essere controllati e tutelati in maniera adeguata.

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