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La giornata dei femminielli: religione, balli e buona cucina

L'arrampicata fino alla sommità del Monte Partenio ha sempre il suo fascino. Ad aprire, la tappa Ospedaletto d'Alpinolo, primo comune italiano a presentare una targa che mette al bando l'omofobia

In silenzio all’interno del Santuario di Montevergine, variopinti a ritmo di balli all’esterno tra neve e curiosità. Il rito della Candelora, tra sacro e profano, si celebra ormai da tempo. Non è mancata Vladimir Luxuria, Porpora Marcasciano, presidentessa del MIT, per celebrare la giornata, storicamente preziosa per chi ha a cuore la fluidità di genere, ha postato: “Mamma Schiavona è il nome con cui viene chiamata, è onorata e festeggiata da una processione di femminielli (la Juta) che entra nel monastero dalla porta laterale e, cantando, pregando e ballando esce, senza mai dare le spalle alla Schiavona, dal portone principale. Sono gli ultimi esempi di “resistenza pagana” dove sacro e profano si fondono”.

L’arrampicata fino alla sommità del Monte Partenio ha sempre il suo fascino. Ad aprire, la tappa ad Ospedaletto d’Alpinolo, primo comune italiano a presentare una targa in cui si dice che l’omofobia è fuori dal paese.

A scoprire la targa con i colori dell’arcobaleno la presidente del consiglio regionale Rosetta D’Amelio. Presente l’assessore regionale Marciani: “Il tema della lotta all’omofobia, transfobia, bullismo è prioritario. La Regione Campania dice “no” alle discriminazioni. Perchè il bullismo e cyberbullismo avviene anche nei confronti di adulti, nelle pieghe della omofobia e transfobia. La targa mi sembra un segnale decisivo, un punto di svolta di cruciale importanza”.

Si è saliti in bus perché la funicolare è ferma, come tutti sanno.  Il popolo gay incontra da sempre la sua Signora, la Mamma Schiavona “che tutto concede e tutto perdona”. Marcello Colasurdo, ha dato il via alle danze.  

Tutto si è svolto secondo copione e sono anche lontani, oramai, fanno parte dei ricordi quando l’abate del santuario ha scacciato i gay dalla chiesa scagliando su di loro un vero e proprio anatema. Suscitò lo sdegno del mondo progressista e non solo. Oggi siamo più avanti, non vengono bisti più come diversi. Fanno parte della nostra gente. “Da secoli le persone diverse si sono riconosciute in questa Madonna diversa. Una madre che guarda solo nel nostro cuore e non si interessa all’involucro che lo contiene” ha detto Vladimir Luxuria.”La targa dice che son benvenuti tutti, tranne gli omofobi. Riflettiamo tutti e lavoriamo per la pace nei cuori di tutti. Già non c’è lavoro, speriamo che nessuno debba scappare dai propri paesi per la propria identità sessuale”.

Dopo il rito, le varie comitive si sono radunate nei ristoranti della zona: da Summonte, Ospedaletto, Mercogliano e Monteforte. 

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