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Calendario vini Di Meo: si spalancano le porte del Kunsthistorisches Museum di Vienna

L’obiettivo di Listri ha catturato le magnifiche architetture e partiture decorative di palazzi, chiese e musei viennesi che custodiscono tanti capolavori degli artisti napoletani

Tutto ha avuto inizio quindici anni fa a Salza Irpinia. Il primo calendario fu realizzato nelle storiche cantine Di Meo: era il 2003 e di lì prese il via un’avventura fatta di carta patinata e immagini preziose in stretto connubio alla cultura partenopea che nel calendario vengono magistralmente raccontate.

Un progetto portato avanti dall’associazione culturale “Di Meo, vini ad arte” presieduta da Generoso Di Meo, ginecologo con la passione per la musica e l’arte. Una straordinaria iniziativa nata all’ombra dei vigneti dell’azienda di famiglia.

Per il calendario 2017, la festa per la presentazione si terrà a Vienna il 19 novembre nel corso di una serata al Kunsthistorisches Museum. Interviene l’alta aristocrazia internazionale e una serie di figure di spicco del mondo della cultura, dell’arte, dell’alta finanza e della politica provenienti da tutto il mondo. Ma Generoso Di Meo, non si dimentica delle sue origini irpine e invita anche gli amici più stretti.

Sará proprio Vienna la città protagonista del quindicesimo calendario Di Meo. Massimo Listri, artista affermato e apprezzato a livello internazionale racconterà in dodici scatti la capitale dell’impero asburgico attraverso i suoi legami con Napoli e l’Italia. L’obiettivo di Listri ha catturato le magnifiche architetture e partiture decorative di palazzi, chiese e musei viennesi che custodiscono tanti capolavori degli artisti napoletani del Seicento e del Settecento - Francesco Solimena, Luca Giordano, Nicola Maria Rossi, Giacomo del Po, Antonio Domenico Vaccaro -, fra i quali alcuni particolarmente legati a una diretta committenza locale. Il fil rouge del racconto si snoda dal Palazzo imperiale al castello di Rohrau, fino ai palazzi Liechtentein e Daun-Kinsky, passando per il Belvedere, reggia del grande condottiero Eugenio di Savoia, il Kunsthistorisches Museum, la Biblioteca Nazionale e l’Accademia di Belle Arti.

Il Calendario come sempre è accompagnato da una introduzione di Vittorio Sgarbi e da una serie di contributi critici firmati da storici dell’arte di rango. Le visioni e le parole di Nicola Spinosa, Sebastian Schutze, Wolfgang Prohaska, Dinko Fabris, Elisabeth Garms Cornides e Jorg Garms rievocano il passaggio da Napoli alle collezioni patrizie austriache delle opere dei grandi protagonisti dell’età barocca.

Il fil rouge lo spiega direttamente Generoso Di Meo: “Dopo un bellissimo anno trascorso facendo di continuo la spola tra Mosca e l’Italia, immerso nelle testimonianze della Grande Guerra Patriottica contro Napoleone e nella confusa e intricata situazione odierna, sentivo il bisogno di immaginare il prossimo evento in un luogo dallo spirito più lieve, ma non meno affascinante.  L'idea, da subito, è stata Vienna. La favolosa capitale austriaca, con il suo retaggio di grazia e di bellezza, con la sua speciale miscela di passato glorioso e di dinamismo contemporaneo, mi è sembrata subito l’ambiente più adatto”

Sulla ricerca della sede utile per far svolgere la presentazione, Di Meo ha visionato varie strutture viennesi. “Lo devo ammettere- dice Generoso - sento ancora una grande nostalgia per l’atmosfera inimitabile che vibrava alla Royal Academy di Londra, durante la serata di presentazione del Calendario Di Meo di due anni fa. 
Si sa che gli austriaci sono notoriamente poco inclini a concedere le loro istituzioni per occasioni private. L' "operazione Calendario" appariva dunque piuttosto ardua.  Poi, come in un sogno e grazie alla collaborazione di impagabili amici, quasi per sortilegio ci si sono aperte le porte del più importante dei musei viennesi: il Kunsthistorisches Museum”.
 

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