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Assenteismo all'Asl di Avellino, i nomi dei "furbetti del cartellino"

La Procura aveva richiesto gli arresti domiciliari. Per cinque mesi dovranno stare lontano dal lavoro, in attesa di poter chiarire la posizione

Per cinque mesi dovranno stare lontano dal lavoro. I 21 dipendenti dell'Asl indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato in queste ore stanno provvedendo a trovarsi un avvocato di fiducia in modo da poter affrontare l'indagine con un legale. Intanto vengono resi pubblici i nomi degli indagati. A farlo è il Mattino sulla pagina nazionale. Quattro dirigenti medici, due medici specialisti, sei infermieri, cinque impiegati amministrativi, due coadiutori, un operatore tecnico, un operatore ausiliario. 

 La procura della Repubblica di Avellino aveva richiesto gli arresti domiciliari per tutti gli indagati, ma il gip ha ritenuto che la sospensione dall’esercizio dei pubblici uffici fosse una misura cautelare sufficiente per impedire la reiterazione del reato. Il provvedimento cautelare restrittivo dal lavoro è stato raccolto in quaranta pagine e notificato "ai furbetti del cartellino": gli impiegati Immacolata Argenio, Teresa Poli, Grazia Raduazzo, Ciro Tommasini, Linda Volpe, Olimpia Vozella, Carmine Iannaccone, Gerardo Iannaccone, Giuseppe Bruno, Pasquale Mauro, Riccardo Tedeschi, Mirella Petruzziello, all'ostretica Carmelina Bavaro, ai dirigenti Annarita Benevento, Lidia D'Amore, Rosa Anna Grimaldi, ai dirigenti medici Carmelo D'Avanzo, Carmelo Lilli, Maria Concetta Perrone, Rossana Sardone, Gerardo Rizzo.  Nell’ordinanza vengono descritti singoli casi, conteggiate le ore di assenza ingiustificata regolarmente retribuite dall’Asl di Avellino. Un danno che si aggirerebbe nella media intorno al mese di lavoro mai svolto.

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