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Lunedì, 28 Novembre 2022
Cronaca Serino

Adescava minori via chat, uno dei bambini conferma: "Mi infilò la mano nei pantaloni"

Sono stati ascoltati due bambini che, stando a quanto riferiscono le fonti investigative, sarebbero stati oggetto di molestie di parte di un 37enne senegalese

Continua l'inchiesta relativa al presunto caso di pedofilia che ha visto protagonista un 37enne senegalese, residente nel comune di Serino ma arrestato a Novara. Quest'ultimo avrebbe adescato bambini via chat. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli sono nel vivo. Nella giornata di oggi ha avuto luogo l'incidente probatorio dei due bambini che, stando a quanto riferiscono le fonti investigative, sarebbero stati oggetto di molestie da parte di un 37enne senegalese, difeso dall'avvocato Nicola D'Archi. Uno dei bambini, nello specifico, confermava di aver subito attenzioni da parte dell'imputato. In una occasione, infatti, mentre si trovava a casa del suddetto, ha raccontato che, quest'ultimo, gli infilò la mano nei pantaloni. Ancora, poi, il bambino dichiarava che, il padre, non era assolutamente a conoscenza di ciò che stava avvenendo. Tutt'altre dichiarazioni, invece, quelle di un altro bambino, anch'esso ascoltato nella giornata di oggi. Il ragazzino, infatti, ha dichiarato di non aver subito alcuna molestia da parte del 37enne senegalese. Permangono, però, forti dubbi sulle responsabilità di un familiare molto stretto di una delle vittime che potrebbe rispondere d'induzione alla prostituzione.

La terribile vicenda che ha sconvolto il comune di Serino 

I fatti risalgono a giugno 2022, quando un 37enne senegalese, residente da diversi anni a Serino, fu arrestato con l'accusa di adescamento di minori, atti sessuali con minori e pornografia minorile. L'uomo è stato fermato dai Carabinieri del Comando provinciale di Avellino a Novara. A far partire il caso è stata la denuncia di una madre, allarmata e preoccupata dai messaggi sospetti letti sul telefonino del figlio. 

Inoltre, nelle mani della Procura vi è una testimonianza importante: quella di una delle vittime che avrebbe redatto un memoriale grazie al quale sarebbe stato possibile individuare il presunto caso di atti sessuali con minori più grave contestato al 37enne. Si valuta anche la posizione del padre di uno dei bambini contattati dal 37enne. All'udienza di convalida del fermo, davanti al gip del Tribunale di Novara, il 37enne si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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