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Abuso edilizio in via Tuoro Cappuccini, il processo prosegue

I quattro imputati sono accusati di aver violato la distanza dell'edificio dalla strada

 Torna prepotentemente in auge un caso relativo a dei presunti abusi edilizi avvenuti in un palazzo sequestrato nel 2013 a via Tuoro Cappuccini. Sono quattro gli imputati: il titolare di una nota impresa edile irpina, due architetti e un ingegnere. Le accuse nei loro confronti sono di violazione della distanza dell'edificio dalla strada.

Posizione contestata dagli avvocati della difesa che oggi hanno ribadito in aula le loro ragioni. Nello specifico il legale del costruttore, l'avvocato Benedetto De Maio, ha spiegato come il palazzo in questione rispetti nella maniera più assoluta la distanza prevista dalla legge sia in riferimento agli altri edifici che alla strada.

La difesa, inoltre, ha citato una sentenza del 14 settembre 2017 pronunciata dal Consiglio di Stato per un caso analogo a quello discusso oggi in aula. Nella sentenza in questione viene affermato che un edificio demolito e ricostruito non debba essere considerato come una nuova struttura. Anche in relazione alle prescrizioni previste dal piano di costruzione.

Proprio alla luce della sentenza depositata, l'avvocato dei due architetti Nello Pizza (sostituito in aula dalla collega Stefania Macchia) ha chiesto al collegio giudicante (presidente Sonia Matarazzo) del tempo per studiare il documento. Richiesta accordata. Il processo è stato rimandato al 14 novembre.

Impegnati nella difesa gli avvocati Nello Pizza, Benedetto De Maio e Innocenzo Massaro.

 

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