Martedì, 16 Luglio 2024
Attualità

Maltrattamenti su minori, Festa: "A noi il compito di rimarginare le ferite, mai più silenzio ma denuncia"

L'appello del Sindaco di Avellino, Gianluca Festa, in occasione della presentazione del progetto "Non vedo, non sento, non parlo": "Dobbiamo garantire presenza e assistenza ai bambini vittime di violenza. Far comprendere che esiste la strada della denuncia e della ribellione, grazie a forze dell'ordine e operatori pronti ad essere al loro fianco"

In Italia, secondo l'ultima indagine pubblicata da Terre des Hommes e Cismai, sono quasi 402.000 i minori in carico ai servizi sociali e di questi 77.493 sono vittime di maltrattamento. Prevenire gli abusi e la violenza sui minori è il principale obiettivo del progetto “Non vedo, non sento, non parlo” di cui si è parlato questa mattina, presso la Sala Consiliare del Comune di Avellino.

Presentazione di "Non vedo, non sento, non parlo"

Pepe: "L'obiettivo è dare una risposta integrata"

"Il progetto ha l'ambizione di poter dare una risposta integrata al fenomeno del maltrattamento e abuso. L'altra finalità è quella di poterlo replicare in tutte le province campane" spiega Rosario Giovanni Pepe, Presidente Cooperativa Sociale “La Goccia”. Infatti, l'iniziativa è estesa a tutto il territorio regionale e vede il coinvolgimento di istituzioni, associazioni ed enti partner del terzo settore quali le cooperative sociali Il Sollievo di Angri, La Libellula di Sant’Antimo, La Piccola Perla di Apice, Uomo di Trentola Ducenta e l’Associazione di Promozione Sociale Tarita di Sant’Egidio del M. Albino; gli Ambiti Sociali A04 - comune capofila Avellino, A02 - comune capofila Mercogliano, S01 - comune capofila Nocera Inferiore; gli Istituti Comprensivi “Aurigemma” di Monteforte Irpino, di Mercogliano, “Vassalluzzo” di Roccapiemonte, I e V I.C. Nocera Inferiore, “R. Cammisa” e “Giovanni XXIII” di Sant’Antimo, e l’IPSEOA “Manlio Rossi-Doria” di Avellino. 

Giusi Pamela Valcalcer, Psicoterapeuta equipe specialistica EMDR Avellino: “Mi occupavo già da tempo dei minori provenienti dai centri antiviolenza di Mercogliano e Avellino e notavo che, nonostante i benefici provenienti dall’approccio terapeutico, apparivano bloccati ad un certo punto. L'approccio psicoterapico che utilizziamo con i minori presi in carico dalle nostre equipe per il trattamento è l'EMDR (Eyes Movement Desentitization Reprocessing), capace di intervenire oltre che sui Traumi con la T maiuscola come guerre, epidemie, anche sui traumi con la t minuscola, i traumi relazionali, derivanti da esperienze relazionali precoci disfunzionali. L'EMDR riesce a riattivare, attraverso movimenti oculari o stimolazioni alternate destra- sinistra, il processo di autoguarigione del cervello che si interrompe a causa dell'esperienza traumatica. Il ricordo traumatico viene elaborato attraverso immagini e sensazioni legate al trauma, le quali non saranno più disturbanti.

Maria Teresa Cipriano, dirigente scolastica IPSEOA “Manlio Rossi-Doria” di Avellino, una delle scuole partner di progetto, nelle quali è stato istituito, grazie a “Non vedo, non sento, non parlo”, lo spazio d’ascolto rivolto a studenti, docenti e genitori: “Gli studenti, soprattutto dopo la pandemia, hanno ancora più bisogno di recuperare la dimensione sentimentale, anche nei confronti della famiglia. Il supporto psicologico diventa veramente essenziale e il nostro auspicio è che possa continuare negli anni. Bisogna dare continuità ad azioni importanti come queste”.

Valentina Di Grazia, Programme coordinator Save the Children Italia: “Ciò di cui ci occupiamo è la promozione di una cultura della tutela. Pensiamo a quanto un abuso possa influire nei contesti di crescita dei bambini, qualsiasi contesto, purtroppo anche la famiglia, rappresenta un rischio di cui si parla poco. Come partner di questo progetto faremo un lavoro che tende a mettere in sicurezza azioni, programmi e attività diretti a bambini e adolescenti, attorno ai quali bisogna creare un cordone protettivo, oltre ad un ambiente in cui il personale sia formato e in grado di riconoscere abusi e maltrattamenti e sa quali comportamenti mettere in atto. Safeguarding significa responsabilità di tutela, approccio etico, laddove anche noi possiamo mettere in atto erroneamente comportamenti scorretti. E ci pone in ottica preventiva per capire cosa si può fare per minimizzare i rischi nei luoghi di crescita del bambino. Lavoreremo sulla policy, ovvero sulla creazione di procedure per capire come prendere in carico il minore, anche attraverso un’azione di sensibilizzazione”.

Tomasetta: "Occorre azione di prevenzione e ascolto"

Antonella Tomasetta, progettista della Cooperativa Sociale “La Goccia”, afferma: "I numeri riguardanti i maltrattamenti su minori in provincia di Avellino sono di difficile definizione perchè quelli che abbiamo rappresentano solo una parte di questo fenomeno, ancora sommerso". In merito alle azioni utili a sostenere i minori segnalati ai servizi sociali, Tomasetta sostiene: "Con le Forze dell'Ordine dobbiamo attivare una prassi operativa e con gli altri soggetti della rete territoriale occorre fare un'azione di prevenzione, prima che il minore arrivi in comunità. Nelle nostre attività previste da progetto abbiamo una parte legata all'ascolto e alla segnalazione di un possibile maltrattamento da parte sia dei medici di base e delle forze dell'ordine sia della scuola e delle associazioni sportive in cui i ragazzi sono inseriti. Quindi, un maggior riconoscimento dei segnali e un potenziamento delle competenze degli operatori che, in maniera indiretta, si interfacciano con i minori".

Elena Pagano, assessore alle Politiche sociali del comune di Mercogliano, Ambito sociale A02: “Sono orgogliosa di essere a questa presentazione con persone sensibili e sempre molto attente a queste tematiche. Già il titolo del progetto risulta molto forte e, da mamma e da donna, dico che bisogna lottare contro questi fenomeni e sostenere questi progetti. Parlarne, affrontarli serve davvero tanto, la sinergia serve tanto”.

Festa: "Presenza ed assistenza ai bambini maltrattati per non compromettere il loro futuro"

"La nostra società, in passato, è stata complice di questi crimini - commenta il Sindaco Gianluca Festa - spesso il fenomeno veniva minimizzato e ridotto ad un caso isolato. Ma, puntualmente, in molti nuclei familiari venivano perpetrati questi reati. Per fortuna, però, il clima di silenzio e omertà che ha accompagnato quella fase è stato superato nel tempo. Recuperato il senso di comunità, abbiamo superato la barriera del silenzio. La sinergia che mostriamo qui questa mattina è la soluzione al problema. Non siamo al 100% ma aver compreso il disagio dei minori di molte famiglie fa sì che ci sia una reazione" sostiene il Primo Cittadino. "Ai bambini vittime di maltrattamenti si rischia di togliere i sogni e un pezzo di esistenza, compromettendo il futuro. A noi il compito di essere presenti e di intervenire prima che sia troppo tardi e anche di assistere in un percorso di recupero e riabilitazione psicologica. Dobbiamo far capire alle vittime che esiste la strada della denuncia e della ribellione grazie a forze dell'ordine e operatori specializzati, pronti ad essere al loro fianco" afferma il Primo Cittadino.

Il progetto “Non vedo, non sento, non parlo” è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, nato da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo per sostenere interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. 

Luigi Bramati, Comandante Provinciale dei Carabinieri: “Riconosco un altissimo valore morale al progetto. Abbiamo capito come a problemi complessi non si possono dare soluzioni semplici. Problemi multidisciplinari richiedono soluzioni multidisciplinari, quindi cerchiamo di lavorare su questa consapevolezza, attraverso uno scambio continuo di lezioni per cercare di migliorarci, aggiornarci, aggiornare le nostre infrastrutture. Cominciando dal mettere i bambini e le bambine a loro agio anche nelle nostre strutture, avendo un approccio diverso, più delicato, verso i bambini che subiscono maltrattamenti. La nostra collaborazione è sempre massima, per la completa cura e cicatrizzazione del fenomeno.

Carmen Guarino, Psicoterapeuta U.O.C. Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza ASL Avellino: “Anche noi terapeuti talvolta siamo traumatizzati a seguito dell’emergere dei traumi dei bambini. Per questo bisogna essere preparati professionalmente e, anche in questo caso, il progetto è pionieristico per l’utilizzo dell’approccio EMDR nel servizio specialistico offerto da persone formate e qualificate”.

Francesco Melillo, presidente Provinciale Confcooperative Avellino: “Voglio complimentarmi con la cooperativa La Goccia per aver affrontato un tema così delicato. Ogni bambino e ogni bambina hanno il diritto di essere tenuti al sicuro, lontani da guerre, sfruttamento e crudeltà, che violano la loro salute mentale e fisica. Da questo progetto capiamo che bisogna parlarne di più e mettere in piedi strumenti per prevenire, affrontare e curare. Le cooperative svolgono il loro ruolo tra tante difficoltà, e per farlo hanno bisogno di supporto, anche economico. C’è bisogno di una pubblica amministrazione sempre più efficiente e più empatica verso i cittadini”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Maltrattamenti su minori, Festa: "A noi il compito di rimarginare le ferite, mai più silenzio ma denuncia"
AvellinoToday è in caricamento