Sapore d'Irpinia

Sapore d'Irpinia

Tradizione in tavola: all'Officina del Gusto le antiche ricette di Lapio

Seguendo il ricettario di sua madre, Salvatore Catapano propone un menù a base di ricette tipiche come i Mogliatielli di Lapio

La verità è che la vecchia e cara cucina della nonna è un ritrovo rassicurante che non smette mai di regalare emozioni. Chi ha voglia di non dissipare i ricordi, ma ricerca nel piatto quei profumi e quegli odori che rischiano di perdersi a causa dell'incalzante globalizzazione della nouvelle cousine ha trovato nell'Officina del Gusto a Lapio un porto franco dove rincuorarsi con le antiche ricette irpine.
Il cuoco e titolare Salvatore Catapano attinge dalla memoria di famiglia per portare in tavola i piatti tipici di Lapio. Gesti preziosi ripetuti milioni di volte da sua mamma Nina e ora custoditi tra i fuochi dell'Officina per non cancellare quei segreti che per secoli hanno caratterizzato l'alimentazione della civiltà rurale.
L'Officina del Gusto è un luogo familiare, rustico e accogliente. La cucina è semplice e diretta. L'ambizione non è essere gourmet qui si mangia secondo stagionalità, qualità e sostanza. Salvatore segue i ritmi della natura, scegliendo per il suo menù i prodotti del suo orto, o dei piccoli contadini locali. Niente esperimenti fusion, ma tanta genuina bontà.  

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Questa è l'essenza del ristorante, ma anche di Salvatore stesso: un uomo gentile, fortemente attaccato alla famiglia, alle radici, all'Irpinia. L'Officina nasce da questa voglia di salvaguardare ciò che fa parte della nostra storia, una storia che non tramonta mai perché alla fine i sapori atavici della cucina popolare conquistano e soddisfano chi ama godersi il cibo nel suo significato più autentico: la felicità di condividere la tavola. L'Officina è un luogo di ritrovo, aperto dalle prime luci dell'alba fino a tarda notte con la sua formula bar/ristorazione.
Il menù è figlio di Lapio. Ortaggi, verdure selvatiche, legumi e carne condiscono l'offerta culinaria. A cominciare dal ricco antipasto, ad un costo davvero modico sarete soddisfatti da taglieri a base di insaccati e formaggi, ma anche da tegamini di patate, provola, tartufo e porcini, zuppe eccellenti e saporite a base di verza e cotechino, oppure piatti simbolo come la pizza e minestra.

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Il percorso prosegue con i primi: lasciatevi guidare da Salvatore per la proposta del giorno. La pasta fresca della signora Nina ruvida, callosa e spessa è irresistibile e se siete fortunati potreste abbinarla agli asparagi selvatici, o ad una bella spolverata di tartufo. Il tutto ben mantecato e preparato in cottura con una consistente annaffiata di Fiano.

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Sul versante secondi domina la carne: vitello, maiale, selvaggina e poi il piatto principe, un obbligo provarlo per chi non è di Lapio: il mugliatiello cucinato come da tradizione. È questa antica pietanza a segnare l'identikit dell'Officina, un piatto considerato povero perché usa le interiora di agnello, ma capace di esaltare i sapori di  quelli che molti definiscono scarti proprio come insegna la saggezza popolare. Il denominatore comune do ogni piatto è sempre la presenza vivida delle eccellenze alimentari del piccolo comune. Lo stesso vale per la carta dei vini, protagonista assoluto: il Fiano. Nono solo da bere, il Fiano è alla base dell' idea di cucina di salvatore, il marchio di fabbrica per esaltare le caratteristiche inconfondibili di Lapio.

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