Pastore evangelico e stupratore, le deposizioni delle vittime

Dovevano assecondare tutte le voglie sessuali dell'uomo, altrimenti avrebbero commesso un "grave peccato"

Nella serata di ieri, vi abbiamo parlato dell'indagine svolta a Sant'Andrea di Conza e che vede un pastore evangelico 85enne accusato di violenza sessuale e riduzione in schiavitù. Il caso stava per essere archiviato ma, grazie alle denunce delle donne, rappresentate dagli avvocati Danilo Iacobacci e Felice Raimondi, gli investigatori hanno eseguito gli accertamenti necessari a convincere il giudice per le indagini preliminari, Dario Gallo, a rigettare la richiesta.  

Adesso, quelle che vi proporremo, sono alcune delle testimonianze emerse dagli atti processuali. Situazioni agghiaccianti che rappresentano soltanto la punta dell'iceberg.  

Una delle denuncianti dichiarava di essere stata oggetto delle attenzioni sessuali dell'indagato fin da quando aveva 13 anni. La donna, adesso, afferma che tutte all'interno della comunità dovevano assolutamente assecondare le voglie sessuali del pastore. Altrimenti, a suo dire, avrebbero commesso un "gravissimo peccato". Un'altra denunciante, invece, affermava che le "più devote" mettevano addirittura la propria casa a disposizione dell'uomo affinché potesse soddisfare tutti i suoi appetiti sessuali nella più totale tranquillità.  

I reati compiuti, però, a quanto pare, non riguardavano solo la sfera sessuale. Una delle donne affermava, infatti, che alcuni parenti dell'indagato chiedevano ingenti somme di denaro minacciando la "dannazione eterna".  

Tutto lascia presagire, insomma, che la questione sia soltanto all'inizio. Una volta scongiurato il rischio dell'archiviazione, infatti, occorrerà andare fino in fondo a questa terribile faccenda.  

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