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Domenica, 28 Aprile 2024
Cronaca

Aste Ok, Barone: "Le offerte di Livia Forte erano esorbitanti, impossibili da eguagliare per gli altri partecipanti"

Nella giornata di oggi ha avuto luogo una nuova udienza per il processo nato dall'inchiesta "Aste ok" del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino e il Nucleo Pef delle Fiamme Gialle di Napoli che hanno indagato su questo nuovo filone d'illeciti che vede protagonista il Clan Partenio

Nella giornata di oggi, presso il Tribunale di Avellino, in composizione collegiale presieduta dal presidente  Dott. Roberto Melone, a latere Gilda Zarrella  (oggi sostituita dal giudice Ciccone NdR) e Vincenza Cozzino, è ripreso il processo nato dall'inchiesta "Aste ok" del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino e il Nucleo Pef delle Fiamme Gialle di Napoli che hanno indagato su questo nuovo filone d'illeciti che vede protagonista il Clan Partenio. Prosegue il controesame dell’imputato Antonio Barone, con l’avvocato Roberto Saccomanno che pone le domande oggi. Il difensore di Livia Forte ha interrogato Barone sull'attività delle società per le quali egli prestava consulenza. Barone ha dichiarato: "Mia moglie e Gianluca Formisano erano soci al 50% in 'Arca di Noè', mentre io ero socio di Forba e AEG, entrambe coinvolte nelle aste immobiliari del 2019. Io mi occupavo della preparazione della documentazione per partecipare, ma la decisione di partecipare alle aste spettava al legale rappresentante. Ho sentito parlare di 'TreTre', che, per quanto ne so, era il soprannome del marito di Livia Forte, ottenuto durante partite a carte in un circolo. Livia Forte partecipava attivamente a numerose aste e, grazie alle sue risorse finanziarie, molte si concludevano con l’acquisizione. Non sono a conoscenza di eventuali favoritismi derivanti dalle sue relazioni personali. Tuttavia, è da notare che le offerte di Livia Forte erano spesso molto alte, esorbitanti, impossibili da eguagliare per gli altri partecipanti alle aste".

Prosegue il controesame di Barone: "Potevamo partecipare alle aste, ma non dovevamo pestare i piedi a Livia Forte"

Durante il controesame, si ritorna sull'incontro del 2019, durante il quale erano presenti quasi tutti i principali imputati nel processo. Barone ha precisato: “Formisano mi ha sempre detto che 'era meglio che lasciassi stare' e che la Cerullo l’aveva coinvolto in un guaio. Inoltre, come ho già riferito, mi disse che se avessimo voluto partecipare a un’asta, avremmo potuto farlo tranquillamente; l'importante era non pestare i piedi a Livia Forte”. Riguardo allo schiaffo di Nicola Galdieri alla Cerullo, Barone afferma: “Ho visto una foto, ma era molto scura. Sembrava quasi che avesse un rigonfiamento, ma ripeto, la foto era poco chiara e poco comprensibile. Formisano, poi, mi ha detto che aveva ricevuto uno schiaffo”.

Si torna a discutere dell'asta di Montefredane, dove l'amministratore della società di Barone e Formisano fu cacciato da Livia Forte, che gli intimò di andarsene e di non fare ulteriori rilanci. Barone ha spiegato: "I cinquemila euro erano destinati a un mio cliente che aveva promesso di aiutarmi a risolvere una questione importante con una donna che ci stava causando enormi problemi: a me, alla sorella di Gianluca e a Formisano. Questa donna ci minacciava costantemente e ci inviava messaggi vocali su WhatsApp. Pensavamo quindi di risolvere il problema in questo modo. Non ho mai discusso questa questione con Formisano". Successivamente si è svolto il controesame dell’avvocato Gaetano Aufiero. Le domande poste dal penalista si sono concentrate su specifiche aste oggetto d'indagine. L'imputato ha risposto confermando, ancora una volta, quanto aveva ampiamente dichiarate in precedenza. 

L'avvocato Rosaria Vietri, difensore di Mario Gisolfi, ha richiesto la trascrizione di una registrazione che è stata oggetto d'esame più volte, riguardante una conversazione tra la Cerullo e Montone Umberto, dalla quale emerge che è stata versata la somma di €400 allo studio notarile. Successivamente, il penalista ha proceduto a chiedere, per la prossima udienza prevista per l'8 marzo 2024, la nomina di consulenti per la trascrizione del suddetto colloquio.

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