Inchiesta Nuovo Clan Partenio, l'avvocatura irpina continua ad attaccare la stampa

Nella giornata di oggi, nel corso della conferenza stampa, abbiamo assistito all'ennesimo attacco da parte della categoria

Nella mattinata di oggi, presso il circolo della stampa ad Avellino, abbiamo assistito alla conferenza stampa dalla Camera Penale Irpina e del suo Presidente, l’avvocato Luigi Petrillo. Nel corso della suddetta conferenza stampa, gli avvocati hanno rimarcato la necessità di avere la massima “Cautela nel pubblicare nomi e cognomi di persone indagate; perché, altrimenti, si rischia di rovinarne la reputazione di professionisti e, perché,  parliamo di ipotesi di reato non ancora vagliate dal Gip”. 

Chiaro, ovviamente, il riferimento al filone d’inchiesta sul Nuovo Clan Partenio concernente le aste giudiziarie e che ha coinvolto, appunto, gli avvocati Luciana Zeccardo, Leonardo Tammaro e Alfredo Cavallo. “Professionisti – spiega il Presidente Petrillo – che vivono della loro reputazione, esattamente come i medici, gli imprenditori, i cittadini e gli stessi giornalisti. Noi vogliamo parlare con voi giornalisti per chiarire che una cosa è l’informazione di garanzia, una cosa è un decreto di perquisizione, altra cosa è una misura cautelare. Quindi, fin quando l'ipotesi dell'accusa non è confermata dal giudice, i colleghi come tutti i privati cittadini, non possono essere menzionati, nome, cognome, residenza, domicilio e attività”.  

Non poteva mancare, ovviamente, la pronta risposta dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, nella figura del Presidente Ottavio Lucarelli: “Il diritto di cronaca non ammette eccezioni.  I penalisti avellinesi ritengono che sia un optional quando sono loro a finire nelle inchieste. Sarebbe inaccettabile, anche perché al centro dei fatti c’è un’indagine dell’Antimafia e ogni tentativo di delegittimazione mette a rischio il lavoro dei cronisti. Agli avvocati chiediamo rispetto e senso di responsabilità”. 

Ora, ovviamente, questo desiderio di oblio da parte dell’avvocatura irpina non può essere tollerata da tutti coloro che hanno la necessità di CONOSCERE e CAPIRE, cosa ha attanagliato, avvelenato e tenuto sotto il giuoco criminale Avellino e la sua provincia. Un Sistema che ha visto, in maniera innegabile (lo dicono le indagini che gli inquirenti stanno svolgendo), il coinvolgimento di alcuni avvocati. Starà alla magistratura, chiaramente, accertare il ruolo degli indagati oltre ogni possibile dubbio ma, questo, non può e non deve significare girarsi dall’altro lato.  

Perché, in questi casi, omertà significa complicità. Un peccato di cui, certamente, la stampa non si macchierà. Nella giornata di oggi, gli avvocati hanno detto tante cose ma, certamente, solo una corrisponde a insindacabile verità: gli avvocati sono persone!  

E come tutte le persone, gli avvocati sono soggetti al diritto di cronaca.

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