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La Polizia di Stato in festa per il patrono San Michele Arcangelo

Questa mattina, presso la Chiesa del Ss. Rosario di Avellino, ha avuto luogo il rito religioso in onore del Santo Patrono

Si rinnovano i festeggiamenti della Polizia di Stato per il patrono San Michele Arcangelo. Questa mattina, il personale della Polizia di Stato, in servizio ed in congedo, e le massime autorità civili e militari della Provincia di Avellino hanno presenziato al rito religioso in onore del Santo, celebrato nella Chiesa del Ss. Rosario di Avellino dal Vescovo Mons. Arturo Aiello.

"E' un momento particolare che viene celebrato con l'accoglimento religioso. E' l'occasione per fermarsi un attimo e riflettere sul nostro impegno quotidiano - afferma il Questore di Avellino Maurizio Terrazzi - anche quest'anno è trascorso con una serie di gravosissimi impegni di servizio dove, però, ha primeggiato ancora l'attività per garantire condizioni di sicurezza e prevenzione per il Covid-19 che ha assorbito, certamente, una parte notevole delle nostre risorse e del nostro impegno professionale. Di questo devo ringraziare uomini e donne della Polizia di Stato e di tutte le forze di polizia".

"Interventi più selettivi grazie al monitoraggio costante del territorio"

Per quanto riguarda l'attività investigativa nel capoluogo irpino e in provincia, il questore spiega: "Le priorità sono dettate dalla realtà oggettiva del territorio. Ci sono dei filoni che riconducono a presenze di criminalità organizzata che anche noi contribuiamo a contrastare ma c'è anche tutta quella zona di illegalità diffusa che colpisce i cittadini come i reati predatori e i reati contro il patrimonio sia nel capoluogo sia in provincia. Insieme con i colleghi dell'Arma facciamo un'attività di monitoraggio costante, anche per fare un'analisi e poter orientare gli interventi in maniera più selettiva. Studiare le zone e l'incidenza serve per fare scelte di priorità" sottolinea. 

Usura: "Occorre intervenire in forma preventiva"

In merito al fenomeno dell'usura, il Questore Terrazzi afferma: "Dal punto di vista ufficiale, emerge poco perché le denunce sono limitatissime. E' chiaro che se non c'è una collaborazione dell'usurato l'attività investigativa è particolarmente complessa. Capiamo però che ci sono meccanismi sociali e socio-economici sui quali occorre intervenire in forma preventiva. 

Sulla detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio irpino, Terrazzi dice: "Il lockdown ha modificato le modalità di spaccio non la realtà fenomenologica che è alla base del consumo di sostanze stupefacenti. Il trend è costante. Chiaramente quando la pressione investigativa aumenta, aumentano i sequestri".

Infine, il questore rivolge un apello alle vittime di reati: "Non devono temere di venire da noi o dai Carabinieri per denunciare soprusi o illegalità perché, altrimenti, è difficile lavorare in modo mirato e selettivo. Devo dire che nella provincia di Avellino le persone hanno nei confronti delle forze di polizia un atteggiamento assolutamente positivo. Non ho mai riscontrato chiusure o omertà diffusa".

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