Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Invasione di cinghiali, Coldiretti in piazza: "Affrontare questa situazione a livello nazionale"

Cinghiali, non è mai stato così alto l’allarme per l’invasione di questi animali in Italia

Cinghiali, non è mai stato così alto l’allarme per l’invasione di questi animali in Italia che con l’emergenza Covid hanno trovato campo libero in spazi rurali e urbani, spingendosi sempre più vicini ad abitazioni e scuole fino ai parchi dove giocano i bambini. Gli animali selvatici distruggono produzioni alimentari, sterminano raccolti, assediano campi, causano incidenti stradali con morti e feriti e si spingono fino all’interno dei centri urbani dove razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone #bastacinghiali.

Una situazione che ha ormai oltrepassato il limite di guardia con gli agricoltori esasperati che Coldiretti, con il coinvolgimento di agricoltori, allevatori, e pastori, ha portato in piazza Libertà ad Avellino le dolorose testimonianze di chi è stato personalmente colpito ed ha paura per l’incolumità della propria famiglia.

L’obiettivo è denunciare, anche con eclatanti azioni dimostrative, una emergenza nazionale che sta provocando l’abbandono delle aree interne, problemi sociali, economici e ambientali. Insieme al direttore di Coldiretti Avellino, Maria Tortoriello, erano presenti anche i sindaci di molti comuni irpini. 

"Abbiamo chiesto l'intervento dei sindaci perchè, quello dei cinghiali, è un problema della comunità civile - afferma Maria Tortoriello - ci sono numerosi imprenditori che raccontano i loro problemi perchè il ristoro che ricevono è inferiore a ciò che occorre per mettere in sicurezza in campo. I capi non possono essere abbattuti perchè si va incontro a pesanti sanzioni. Stiamo chiedendo soltanto una normativa a livello nazionale. Ci devo essere un atto normativo che consenta alle aziende agricole di potersi difendere". 

"Bisogna rispondere in fretta al grido d'allarme dei coltivatori - incalza il sindaco di Cassano, Salvatore Vecchia - bisogna incentivare una forma di abbattimento selettivo dei cinghiali. Un indennizzo per i coltivatori che vedevano distrutto il frutto del loro lavoro. Bisogna agire subito perchè c'è un clima di grande sconforto, soprattutto in un territorio come l'Irpinia, da sempre afflitto dal problema dello spopolamento". 

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