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Juary: "Mi sento avellinese e il mio sogno è scovare nuovi fuoriclasse in questa terra"

"Ho bellissime sensazioni e sarò sempre grato a questa terra meravigliosa"

 

L'intramontabile leggenda dell'Avellino, Juary, ha risposto alle domande del cronista di Avellino Today, Manuel Merolla, senza mai risparmiarsi. Dagli occhi dell'ex calciatore, dalle sue parole nel ricordare l'importantissima esperienza in maglia biancoverde, traspare un profondo amore per questa terra. 

 "Ho bellissime sensazioni e sarò sempre grato a questa terra meravigliosa. Siamo partiti in ritardo a causa del Covid ma, grazie a Dio, ora possiamo lavorare. La caratteristica basilare della scuola calcio del Santos è quella tipica: grande attenzione alla componente tecnica. Questa è la nostra preoccupazione principale ma, certamente, non dimentichiamo che questi ragazzi devono anche divertirsi". 

Ho l'orgolio di essere un "terrone avellinese"

"Quando parlo di Avellino, della società, dell'Irpinia, parlo di una parte di me. Ho un amore infinito per questa terra. Tante volte, da giocatore, ho sentito le squadre del Nord definirci 'terremotati' o 'terroni'. Questo è un termine che ho imparato in Italia e che ho sempre portato con grande orgoglio. Io mi sento 'terrone'". 

Il quarantennale del terremoto del 1980

"Io penso che la tragedia del terremoto ci spinse a legarci ancora di più a questa terra e a questa maglia. Io, personalmente, ricordo che l'Avellino, partito da -5 e giunto quasi alla zona Uefa, riuscì, in quella tragedia, a dimostrare ai suoi tifosi quanto volessimo mostrare il nostro attaccamento a questi colori". 

Il sogno di crescere qualche futuro campione

"Il mio sogno, con la Santos Academy, ovviamente, è quello di portare - un giorno - uno di questi ragazzi alla ribalta del calcio mondiale. Magari, di portare anche qualche ragazzo irpino in Brasile per vivere in prima persona l'esperienza del Santos. Sarebbe veramente meraviglioso". 

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