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Presentata ad Avellino l'opera di Celestino Genovese "Il Caffè delle Due Porte 1848"

Il Comitato Irpino dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano ha organizzato, in collaborazione con il Comune di Avellino, la presentazione del volume di Celestino Genovese “Il Caffè delle Due Porte – 1848” (Tullio Pironti, 2021)

Nel 1848 il Caffè delle Due Porte ad Avellino era un ritrovo di liberali che vi tenevano appassionate, quanto clandestine, discussioni sulla prospettiva dell'unificazione italiana. L'autore mette così inizialmente a fuoco un microcosmo di provincia a partire da una cittadina dell'interno del Regno delle Due Sicilie, con il suo complesso di trame e di personaggi; ma subito dopo lo sguardo si allarga su scenari sempre più ampi, come la Napoli borbonica, la Torino di Carlo Alberto, fino alla Milano delle cinque giornate e la prima guerra d'indipendenza, per esitare infine nella drammaticità delle barricate del 15 maggio nella capitale partenopea. La peculiarità del romanzo è l'intreccio fra i personaggi di fantasia e quelli realmente esistiti, come Luigi La Porta, Carlo Poerio, Francesco De Sanctis, Filippo Palizzi, Niccola Nisco, Michele Pironti e molti altri, secondo un modello già felicemente sperimentato dall'autore in La fontana di Bellerofonte, di cui questo è una sorta di ideale continuazione. Come nel precedente romanzo, anche in questo tutti gli accadimenti e i personaggi storici sono ricostruiti da fonti dirette e indirette, attraverso documenti, testimonianze, ecc. Tutto il contesto narrativo, invece, reinventa aspetti appartenenti a rituali, mentalità, forme espressive, modi di dire, dialetti, che consentono di avvicinarsi agli eventi con la sensazione molto realistica di mescolarsi ai protagonisti annullando la distanza temporale. Diverse trame corrono parallele, mentre le loro propaggini si incrociano formando un unico ordito, dove trovano collocazione passione amorosa e crisi coniugale, tormenti dell'amore senile e ricerca ambivalente delle proprie origini. Non manca quello che oggi chiameremmo un cold case, cioè l'indagine sulla scomparsa di una donna avvenuta dodici anni prima, che accompagna tutto il romanzo dall'inizio alla fine.

"Certi fatti storici, sono stati rivestiti da retorica durante l'epoca fascista"

Ecco le dichiarazioni dell'autore, Celestino Genovese, rilasciate ai microfoni di Avellino Today: 

"Stiamo parlando di un romanzo storico, ideale seguito del mio romanzo la Fontana di Bellerofonte sui moti carbonari.
Dove si parla di personaggi e moti realmente esistiti. Il 48 è un anno importante per l'Europa intera, ma i protagonisti sono in questa città, con centro il caffè delle due porte a Piazza della Libertà, fino agli anni 60 caffè Roma. Si parte da Avellino per poi arrivare a Milano e le Cinque Giornate di Napoli, e infine arrivare all'Europa. Si chiuderà la trilogia con un terzo libro". 

Presentata ad Avellino l'opera di Celestino Genovese "Il Caffè delle Due Porte 1848"

"Il problema è che certi fatti storici, sono stati rivestiti da retorica durante l'epoca fascista, sono in realtà stati vissuti da personaggi umili, una piccola borghesia. Io voglio vedere la lente con cui hanno vissuto gli eventi tali personaggi. All'epoca c'era un gran caos, Cavour le chiamò le 48ate. I contadini pensavano addirittura di avere la costituzione, era una situazione estremamente caotica. In tutto ciò i cerco di vedere con gli occhi della persona del popolo in una visione verosimile e spogliata della retorica".

Biografia dell'autore 

Celestino Genovese, psicoanalista, è stato professore di Psicologia Dinami- ca presso l'Università della Campania "Luigi Vanvitelli” (all'epoca SUN). Nel suo campo ha prodotto numerosi saggi scientifici in Italia e all'estero. Per la narrativa ha pubblicato La fontana di Bellerofonte -1820 (Tullio Pironti Edi- tore), vincitore del primo premio per la letteratura “Giancarlo Siani" 2014.

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