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Avellino celebra il 76° Anniversario della liberazione: il fascismo non è un'opinione

Il Prefetto di Avellino Paola Spena, insieme al sindaco Festa, ha deposto una corona presso il Monumento ai Caduti di Piazza Matteotti del Capoluogo

 

Nella mattinata di oggi, il Prefetto di Avellino Paola Spena, insieme al sindaco di Avellino, Gianluca Festa, ha deposto una corona presso il Monumento ai Caduti di Piazza Matteotti del Capoluogo.

Si celebra la storia. Le voci di chi affrontò la morte a testa alta. La differenza tra libertà e Liberazione. Le testimonianze. L'indifferenza. Il revisionismo. E' difficile raccontare il 25 aprile. Sempre di più. Proviamo a partire dalle basi, dai fondamenti del nostro vivere civile.

76° anniversario della Liberazione, l'omaggio dei Vigili del Fuoco di Avellino

No, il fascismo non è un'opinione. E non lo è nemmeno il 25 aprile. Oggi si festeggia la Liberazione dal nazismo e dal fascismo. L'apologia del fascismo, nell'ordinamento giuridico italiano, è un reato previsto dall'art. 4 della legge Scelba attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione. Il fascismo non è un’opinione: l'ideologia e il regime che ne è stato diretta espressione hanno condotto l'Italia alla rovina e causato centinaia di migliaia di morti in una guerra che ha raso al suolo ogni assetto istituzionale e perseguitato minoranze.

Oggi è l'anniversario della Liberazione d'Italia, è la festa nazionale della Repubblica Italiana che celebra espressamente la fine dell'occupazione nazista e del regime fascista. E' storia. Non è quindi la festa di una vaga generica "libertà" slegata dalla giustizia sociale, come qualche distratto (siamo gentili) politico di centrodestra ciclicamente prova a raccontare. Non ci sarebbe stata libertà viva, fondante in Italia senza Liberazione, senza quel senso di affrancamento dal fascismo e dalla guerra che ne è conseguita. Non diciamo nulla di nuovo. Lo slogan "il fascismo non è un’opinione come le altre, è un crimine" si ispira alla famosa frase di Giacomo Matteotti, assassinato dai fascisti nel 1924 dopo aver denunciato in Parlamento i brogli elettorali e le ruberie dell'allora nascente regime. Ripartiamo dai fatti, anche oggi, ancora di più oggi.

 "Il 25 aprile è una data simbolo che, da 76 anni, ricorda la Liberazione dell’Italia dalla feroce occupazione nazi-fascista e rappresenta un momento di riflessione e di Festa nazionale, in cui si riaffermano quei valori di democrazia e unità sanciti della nostra Costituzione - ha dichiarato il Prefetto di Avellino -  ossequio alle limitazioni dovute all’emergenza sanitaria, la celebrazione di questo anniversario e il ricordo di quanti hanno sacrificato la loro vita per garantirci un futuro di libertà, verrà affidato al momento della deposizione della corona presso i monumenti ai caduti o in altri luoghi simbolo del territorio.

"Senza memoria arretra la speranza"

"E’ un momento importante perché senza memoria arretra la speranza, e si inaridisce ogni prospettiva di futuro e allora ricordiamo, anche, che da questa Città, alla fine del ’43, partì una colonna di volontari antifascisti che costituirono il primo gruppo motorizzato per “l’epica azione di Montelungo” a fianco delle truppe alleate, come rammenta una lapide posta proprio sulla facciata del Palazzo che ospita la Prefettura. Quest’anniversario cade in una fase complessa per il nostro Paese, impegnato ad affrontare le ricadute sanitarie, economiche e sociali della pandemia".

"Condividiamo il percorso di resilienza, liberazione e ripresa"

"Ricordiamo anche che le generazioni del dopoguerra riemersero dalle macerie materiali e sociali, mettendo in campo uno sforzo collettivo ed un impegno entusiasta per conquistare a sé stessi e al Paese un futuro fondato sui valori della democrazia, dell’antifascismo e della solidarietà - conclude il Prefetto Spena - è un esempio a cui dobbiamo ispirarci pure oggi, condividendo un percorso di resilienza, liberazione e ripresa, che deve poter contare sul contributo responsabile e solidale di tutti".

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