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Alto Calore, il futuro preoccupa: “Luogo delle convenienze, salvare il salvabile”

Il gruppo Si Può chiede l'impegno dell'Amministrazione Festa

 

Consiglio comunale monotematico sulla gestione dell’acqua pubblica. Lo stato di salute di Alto Calore preoccupa e non poco l’intera Irpinia, ma il Consiglio comunale di Avellino (su proposta del gruppo Si può, nella persona di Amalio Santoro) che ha voluto mettere l’accento sullo scenario futuro nel quale l’ente si muoverà.  “Sulla gestione del servizio idrico si sta consumando un grande inganno – ha detto Santoro - Tutti si dichiarano a favore dell’acqua pubblica, ma le leggi sembrano andare in senso contrario. Così si rischia di favorire i privati che hanno interesse a far profitti sull’acqua pubblica”.

Niente privati, il messaggio è chiaro ed il Comune capoluogo è chiamato a fare da apripista per l’intero territorio irpino: “Mi aspetto che il Comune, come dichiara il sindaco, eserciti un suo ruolo guida. Questa responsabilità si esalta soprattutto negli enti sovra-comunali. Il comune indichi una strada, quella della gestione pubblica. Il comune ha il 10% di quote di Alto Calore e insieme alla Provincia può essere un assoluto protagonista di questo confronto con gli amministratori locali”.

Una situazione difficile per Alto Calore con circa 140 milioni di debiti. Per Santoro, però, le responsabilità hanno radici profonde nel tempo: “Dopo la difficile stagione dei processi, si pensava che sarebbe stata introdotta una strategia di risanamento vero. Invece, si è andati avanti con logiche di potere, trasformando quell’ente nel luogo di tutte le convenienze: è schizzata la spesa per le assunzioni, spesso clientelari, sono aumentate le morosità, perché magari si dava una pacca sulla spalla al sindaco assicurando che non c’era bisogno di pagare, magari in cambio di qualche preferenza; fino ad arrivare a questa situazione deficitaria, solo i fornitori hanno crediti per 95 milioni di euro. Quindi, non c’è bisogno di una terapia medica, ma di una terapia chirurgica, un intervento per salvare il salvabile”.

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