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Graziani: “Non guardiamo alla distanza dalla vetta ma lavoriamo per riprendercela”

Dopo tre giorni di lavoro, mister Archimede Graziani ha introdotto la sfida di domani contro la Vis Artena

Dopo tre giorni di lavoro, mister Archimede Graziani ha introdotto la sfida di domani contro la Vis Artena e parlato del momento della Calcio Avellino SSD. "Io penso che domani dobbiamo essere concentrati, con l'obiettivo di fare la partita e di farla nostra nel migliore dei modi possibili" - ha esordito Graziani -  "non si tratta di un risveglio delle coscienze, penso che tutti noi ci stiamo mettendo impegno e volontà, poi tante volte esce la partita giusta altre, come capitato recentemente no. Però posso dire che l'animo e la serenità di tutti è rivolto a dare il massimo".

Complice lo stop di Aprilia, l'Avellino ha accumulato un ritardo di 5 punti dalla prima classificata. "Ma non è una questione di 3 o 5 punti dalla vetta - ha spiegato Graziani - "sicuramente qualcosa nella nostra prima parte di campionato abbiamo lasciato dietro, però l'obiettivo era quello di rimanere in alto, il più possibile vicino alla vetta se non in testa, per poi portare tutte le modifiche necessarie e cominciare, attraverso il  lavoro, un percorso di vertice nella seconda parte del torneo per prenderci quello che vi ho sempre detto".

Il mister ha poi voluto offrire un chiarimento: "so di essere criticato quando parlo di errori individuali. Ma calcisticamente parliamo di quello, e non lo faccio per mettere alla gogna i miei giocatori, ma anzi per migliorarli e farli crescere attraverso i propri sbagli. I ragazzi lo sanno, altrimenti se non fosse cosi non ci sarebbe armonia nello spogliatoio e non ci sarebbe la serietà che continuamente mi dimostrano. I miei errori? Io sono il primo a sbagliare, ogni giorno. Ma cerco di individuarli per correggerli, ed è quello che devo fare con i miei calciatori, aiutare a riconoscerli".

Sulle assenze: "noi seguiamo un processo rigoroso e metodologico. Prima i nostri giocatori sono in cura dal medico, quando ho l'ok del medico si passa al preparatore atletico. Solo in ultima analisi io li metto in campo e li faccio giocare. Ho la fortuna di avere uno staff di primissimo livello, quindi è giusto che io sia rispettoso del loro parere. Io faccio giocare chi alleno".

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