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Formia amara per la Scandone, che avrebbe meritato di più

Migliore prestazione in trasferta della stagione per gli irpini

Non sono bastati quaranta minuti per ottenere la prima vittoria esterna della stagione. La Scandone cade a Formia dopo un over-time e aver lottato punto a punto. Questa, senza ombra di dubbio, è stata la migliore prestazione esterna del campionato. Gioia senza fine per Meta, che pesca il jolly nella seconda parte del primo over-time spaccando la partita e tagliando le gambe ai lupi. Termina 83-72.

Un peccato per la Scandone che deve cedere il passo ad una diretta concorrente per la salvezza.

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Il coach De Gennaro non nasconde la delusione:

"Purtroppo abbiamo perso una partita che in qualche modo dovevamo vincere: brava Formia, che ci ha creduto fino alla fine, nonostante noi abbiamo provato un paio di volte a scappare via, però ci hanno sempre ripreso grazie a Porfido, che stasera era in una forma eccellente; abbiamo limitato un po’ Longobardi, però su di lui abbiamo fatto fatica. Purtroppo Domenico Marzaioli ha giocato con la febbre, perché stanotte ha avuto la febbre alta e un attacco di dissenteria, quindi non l’ho fatto partire in quintetto, perché il ragazzo non ce la faceva, però alla fine mi ha detto che voleva giocare e l’ho messo in campo per dare anche a lui la possibilità di dare una mano alla squadra. Ho cambiato spesso difesa, le ho provate tutte, però alla fine abbiamo subìto troppi uno contro uno contro una squadra che sinceramente non era proprio il massimo da questo punto di vista. Loro ci hanno sempre attaccato e noi abbiamo sempre subìto e questa cosa sinceramente non mi va giù. Martedì ne dovrò parlare davanti a un video ai ragazzi, far vedere loro le cose che non sono andate e dovrò di nuovo lavorare forte sulla difesa. Purtroppo noi veniamo da due partite importanti giocate in casa, in cui abbiamo speso tanto, quindi mi aspettavo un po’ di calo stasera, ho provato anche a fare un po’ di zona per limitare un po’ l’uno contro uno, ma qualsiasi cosa proponessi loro sono stati bravi ad attaccarci. È una lezione che i miei devono capire: che non si molla mai in questo campionato, che bisogna sempre giocare al limite delle forze mentali ma soprattutto fisiche e che bisogna giocare di squadra; perché poi a un certo punto abbiamo iniziato a giocare un po’ alla vecchia maniera, ossia “palla a me, faccio io”, e questa è una cosa che faccio un po’ di fatica a mandare giù, però ora sta a me cercare di dare quell’input in più da martedì, per far capire loro che la pallacanestro è un gioco di squadra, non è un gioco individualista e che bisogna lavorare, lavorare, lavorare, perché solo così si può migliorare e ritornare ad essere una squadra solida come abbiamo visto nelle ultime due partite in casa. Abbiamo perso un’occasione per vincere fuori casa, ce ne saranno delle altre, però la cosa che mi preme in questo momento è cercare di far capire ai ragazzi che bisogna lavorare e non pensare al tabellino personale, ma pensare al bene della squadra".

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