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Figc Campania, Vincenzo Pastore ha subito l'ennesimo deferimento

Il Procuratore Federale gli ha contestato infatti di non essersi attivato per far incassare l'ingente credito vantato dal Comitato nei confronti delle società affiliate

Vincenzo Pastore ha subìto l'ennesimo deferimento in merito alla sua condotta in seno al Comitato Regionale della Figc.

Il Procuratore Federale gli ha contestato infatti  di non essersi attivato per far incassare l’ingente credito (ammontante alla data del 30/06/15 ad € 1.397.936,31) vantato dal Comitato nei confronti delle società affiliate (attive e inattive) con conseguente ingiustificata “esposizione” del Comitato per l’intero ammontare di quel credito.

Ma non è finita: ha utilizzato attraverso un sistematico ricorso a forme di rateizzazione dei debiti contratti dalle diverse società interessate non rispondente alle linee guida della Lega Nazionale Dilettanti.

Pesa come una spada di Damocle anche l'intervento della Guardia di Finanza di fine dicembre 2015: all’esito della attività di ispezione e controllo dalla stessa condotta presso la sede del Comitato Regionale Campania al fine di verificare la regolarità delle operazioni bancarie, con specifico riferimento a tutti gli assegni circolari emessi, effettuate dal Comitato stesso, e dalla quale è emersa l’esistenza di ben 313 operazioni per importi non giustificati (per un valore complessivo di € 1.067.098,18) tali da aver nel loro insieme provocato un oggettivo danno economico e patrimoniale, tanto, al Comitato, quanto, più in generale, alla F.I.G.C..

Si legge inoltre, nel comunicato diramato dalla Figc nazionale di "aver omesso di assumere ogni e più opportuna iniziativa volta e finalizzata, come peraltro sollecitato -finanche- dalla gestione commissariale della Lega Pro, a consentire il trasferimento e la restituzione in favore della società S.S. Cavese 1919 s.r.l. della somma di € 250.000,00 in precedenza accreditata presso il C.R. Campania a seguito dell’escussione della fideiussione in favore della Lega Pro risalente al campionato 2011/12 e la relativa non ammissione di quella Società al campionato di competenza, con conseguente compromissione dei diritti patrimoniali, derivanti da siffatta somma, propri, non solo, della società S.S. Cavese 1919 s.r.l., ma, vieppiù, dei diversi tesserati (calciatori, tecnici e dirigenti) in contenzioso, da tempo, con quest’ultima e, pertanto, portatori di un interesse specifico ad ottenere la distribuzione pro-quota dell’anzidetta fideiussione non appena fosse stata effettivamente resa disponibile; nonché, ancora, con specifico riferimento a tale ultimo aspetto,ovvero, nella consapevolezza dell’esistenza di numerosi contenziosi aperti verso la S.S. Cavese 1919 s.r.l., per aver autorizzato la rimessa in favore di questa della somma di € 4.502,00 da destinare poi al calciatore Arturo Carbonaro con evidente lesione, sotto il profilo della disparità di trattamento, dei diritti di tutti gli altri tesserati della predetta Società in contenzioso con la stessa".

Altro punto sollevato a seguito dell'indagine: "omesso di assumere ogni e più opportuna iniziativa volta e finalizzata a dare concreta ed effettiva attuazione, attraverso la puntuale predisposizione di idonei flussi informativi, a quel “Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/01” che prevede, appunto, la predisposizione da parte di ciascun Comitato Regionale di flussi informativi, volti a monitorare le attività a potenziale rischio di reato, da rendere disponibili in occasione di apposite verifiche periodiche condotte da uno specifico Organismo di Vigilanza della L.N.D. Servizi s.r.l., sostanziando, in tal modo, una condotta tale da essersi posta, non soltanto, come di evidente ostacolo all’attività propria di quest’ultimo Organismo, ma, vieppiù, proprio in ragione della mancata puntuale adozione di quel “Modello di organizzazione”e dei relativi “Presidi organizzativi” da attuare in concreto onde contenere i pericoli connessi allo svolgimento -come detto- di attività a potenziale rischio di reato, tale anche da aver favorito o, almeno, non impedito l’insorgenza di quel disordine amministrativo alla base del deciso provvedimento, da parte della L.N.D., di commissariamento del Comitato".

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